Attacchi di panico. Le soluzioni più efficaci per liberarsene e vincere la paura per sempre

Luigina Bernardi, venerdì 06 settembre 2013

Sentirsi soffocare, palpitazioni e tachicardia, sudorazione, tremori, vertigini, nausea, parestesie, questi sono solo alcuni dei sintomi di un imminente attacco di panico; esso si presenta all’improvviso senza che ci sia una causa apparente. Ci si sente morire, senza più controllo; tale paura si associa a dolori al petto e il primo pensiero e quello di correre al pronto soccorso. Ma che cosa succede e quanto influisce lo stress e l’ansia?

 

Introduzione

La paura è un’emozione naturale e fisiologica che aiuta l’uomo a evitare il pericolo. Diventa patologica solo quando è eccessiva o perdura troppo a lungo.

L’attacco di panico è una forma particolarmente acuta e sconvolgente di paura che tipicamente ha un inizio improvviso e dura meno di mezz’ora, di solito dai 2 agli 8 minuti.

I sintomi sono: tremore, respirazione superficiale, iperventilazione, aumento della frequenza cardiaca, dolori al petto, sudorazione, nausea, vertigini, parestesie, sensazione di soffocamento, sensazione di morte imminente. Gli attacchi sono improvvisi e non sembrano scatenati da alcunchè; spesso sono debilitanti e sono seguiti da altri attacchi nel corso del tempo. Se una persona ha attacchi ripetuti, o sente un forte senso di ansia rispetto alla possibilità che si possano ripetere, si dice che ha un “disturbo di panico”. Le persone che ne soffrono riferiscono paura di morire, o di impazzire, o di perdere il controllo delle proprie emozioni e del proprio comportamento.

La paura che l’attacco si ripeta generalmente provoca un forte bisogno di evitare i luoghi in cui solitamente comincia, questo disturbo quindi non solo blocca l’individuo nel momento in cui culmina la crisi, ma anche successivamente, nel quotidiano, quando la paura di un nuovo episodio gli impedisce lo svolgimento di una vita pienamente normale.

In alcuni casi si tratta di pochi attacchi occasionali, in altri invece questi sono così acuti e ripetuti da impedire lo svolgimento di qualsiasi attività. Talora la persona chiede di non essere mai lasciata sola a causa della paura e diventa completamente dipendente, non guida l’autovettura, non esce, ecc. In questo caso si parla di: “disturbo di panico con agorafobia“.

Gli attacchi di panico possono capitare in situazioni apparentemente inoffensive, addirittura mentre si dorme.

La causa può essere imputata a due fattori: un fattore mentale e un fattore fisico.

Attacchi di panico

La maggior parte delle persone che soffre di attacchi di panico riferisce la paura di morire, “impazzire” o perdere il controllo di emozioni e comportamento. L’esperienza generalmente provoca un forte bisogno di evitare o scappare dal posto in cui comincia l’attacco (risposta “combatti o fuggi”) e, quando è associata a dolori nel petto, tachicardia o respiro affannoso, un senso di morte imminente e/o visione del tunnel, ci porta a cercare aiuto al pronto soccorso di un ospedale o ad altri tipi di assistenza urgente.

L’attacco di panico si distingue da altre forme di ansia per l’intensità e la sua natura improvvisa ed episodica. Gli attacchi di panico sono spesso esperiti dalle persone che soffrono di disturbi d’ansia, agorafobia, claustrofobia, fobia sociale, ipocondria ipocondria e altre condizioni psicologiche che comprendono l’ansia, sebbene gli attacchi di panico non siano sempre indicativi di un disturbo mentale.

Fino al 10% di persone altrimenti sane, sperimentano un attacco di panico isolato ogni anno e negli Stati Uniti una persona su sessanta soffre di disturbo di panico ad un certo punto nella vita. Le persone con fobie esperiscono attacchi di panico, spesso come risultato diretto dell’esposizione al loro elemento scatenante. Questi attacchi di panico sono di solito brevi e si attenuano rapidamente una volta che è stato evitato l’elemento scatenante. In condizioni di ansia cronica un attacco di panico può spesso finire in un altro, portando ad un esaurimento nervoso nel giro di pochi giorni e a comportamenti di evitamento.

Quando si instaura una sindrome da attacco di panico l’elemento predominante che si impadronisce del soggetto affetto è “la paura della paura”. Infatti quasi sempre, tra un attacco e l’altro l’individuo vive nel terrore che si possa ripetere l’attacco di panico. Secondo qualcuno, coloro che soffrono di disturbo di panico portano in se’ una forma di depressione reattiva cioè dovuta alla condizione in essere. Alcune ricerche sull’eziologia del disturbo sono indirizzate, dalle neuroscienze, verso una base biogenetica: la mancata ricaptazione della serotonina (neurotrasmettitore delle sinapsi chimiche) sembrerebbe essere fra le cause di attacchi di panico. È stato chiamato in causa il gene nr 5 preposto al controllo della serotonina.

Per chi soffre del disturbo, un aspetto importante per avere padronanza sugli attacchi di panico sarebbe il saper riconoscere variazioni ordinarie; molte volte variazioni fisiologiche normali del nostro organismo possono indurre attacchi di panico in questi pazienti. Per esempio lo sbalzo termico che il nostro corpo può avere spostandosi da un ambiente più areato ad uno più chiuso; oppure una palpitazione del nervo vago dovuta al sistema vegetativo o altro, come, a volte succede, sentirsi la famosa testa vuota, confusa. Anche elementi percettivi possono scaturire nelle persone preposte dei veri e propri attacchi di panico come ad esempio la variazione della luce.

Secondo l’approccio cognitivo-comportamentale imparare a riconoscere questi aspetti normalissimi possono contribuire ad avere un controllo maggiore o in un certo qual modo tenere sotto controllo un improvviso attacco di panico.

Spesso i primi attacchi sono scatenati da una malattia fisica, uno stress severo o alcuni farmaci; sembra vi sia una predisposizione genetica e un tipo di personalità con un “Io” debole e quindi con una tendenza alla dipendenza dagli altri. Quando la realtà diventa troppo distante o addirittura in opposizione al proprio desiderio profondo e autentico, che pertanto non può essere raggiunto, si scatena la crisi, il vero pericolo, dunque, è vissuto nell’interiorità dove spesso sta nascosto.

Vi sono studi che riferiscono che anche l’ipoglicemia può causare attacchi di panico. Questa è una condizione in cui i recettori dell’insulina non rispondono in modo appropriato all’insulina stessa, interferendo con il trasporto del glucosio attraverso le membrane delle cellule.

Poiché il cervello ha come sua unica fonte di energia il glucosio, una caduta improvvisa della glicemia manda un segnale di allarme ai surreni affinché producano adrenalina che fa innalzare il livello di zuccheri nel sangue, convertendo il glicogeno in glucosio e ripristinando così il tasso glicemico necessario per nutrire il cervello. Essendo però l’adrenalina, come si è visto, anche l’ormone della paura, un suo repentino innalzamento può scatenare un attacco di panico.

Da queste osservazioni si deducono interessanti consigli sul piano alimentare che possono modificare completamente il terreno del soggetto in modo da disinnescare la “bomba” che prima o dopo potrebbe scoppiare.

Sintomi

I sintomi di un attacco di panico appaiono improvvisamente, senza alcuna causa apparente. Possono includere:

  • Aumento della frequenza cardiaca o palpitazioni, sudorazione, dolori al petto;
  • vertigini, stordimento, nausea, difficoltà respiratorie (dispnea);
  • formicolio o intorpidimento alle mani, al viso, ai piedi o alla bocca, rossore al viso o al petto, brividi;
  • paura di perdere il controllo, sensazione di svenire, paura di morte imminente;
  • bocca asciutta, tremori, pianto.

Un attacco di panico tipicamente dura dai 2 agli 8 minuti ed è una delle condizioni più spaventose e stressanti di cui una persona può avere esperienza nella vita.

I vari sintomi di un attacco di panico possono essere compresi come segue: per primo, arriva l’improvviso inizio di una paura con poco o nessuno stimolo. Questo porta al rilascio di adrenalina (epinefrina) che causa la cosiddetta risposta “attacca o fuggi”, per cui il corpo si prepara ad un’attività fisica importante. Ciò porta a sua volta ad una frequenza cardiaca accresciuta (tachicardia), respirazione rapida (iperventilazione) e sudorazione (che aumenta la presa e aiuta la perdita di calore). Siccome l’attività vigorosa succede raramente, l’iperventilazione porta ad abbassare i livelli di anidride carbonica nei polmoni e quindi nel sangue. Questo porta al cambiamento del ph del sangue che a sua volta porta a tanti altri sintomi, come formicolio o intorpidimento, vertigini e stordimento. Da parte di qualcuno è anche possibile sentire di non essere in grado di trattenere l’aria che respira, e di conseguenza cominciare a respirare più profondamente. Anche questo fa decrescere i livelli di anidride carbonica nel sangue.

Chiunque si iperventila per un breve periodo di tempo può mostrare questi sintomi. Per le persone sofferenti di attacchi di panico consci di ciò tali sintomi sono visti spesso come prova ulteriore di quanto sia seria la loro condizione. Un circolo vizioso di rilascio di adrenalina alimenta e peggiora i sintomi fisici e lo stress psicologico.

Fobie provocate

Le persone che hanno avuto un attacco di panico, per esempio mentre stavano guidando, facendo shopping in un negozio affollato o stando in ascensore, possono sviluppare paure irrazionali, chiamate fobie, riguardo le situazioni e cominciare ad evitarle.

Alla fine, lo schema di evitamento e il livello di ansia riguardo un altro attacco possono raggiungere il punto in cui individui con disturbo di panico possono essere incapaci di guidare o perfino di mettere un piede fuori casa. A questo stadio si dice che la persona ha un disturbo di panico con agorafobia.

Ricorrenza

Il disturbo di panico negli Stati Uniti è un problema grave. Si stima che l’1,6% della popolazione americana soffre di disturbo di panico. Tipicamente colpisce nella prima età adulta; all’incirca la metà di tutti coloro che soffrono di disturbo di panico sviluppano la condizione prima dei 24 anni, con le donne in numero doppio rispetto agli uomini.

Il disturbo di panico può continuare per mesi o anni a seconda di come e quando si cerca la cura.

Se non lo si cura può peggiorare fino al punto in cui la vita della persona è influenzata gravemente dagli attacchi di panico e dai tentavi di evitarli o di nasconderli. Di fatto, molte persone hanno avuto problemi con gli amici e la famiglia o con la perdita del lavoro mentre si affannavano a lottare con il disturbo di panico. Di solito non passa a meno che la persona riceva cure progettate specificatamente per aiutare persone con il disturbo di panico.

Per le persone che cercano cure efficaci dall’esordio del disturbo, la maggior parte dei sintomi può scomparire in poche settimane con nessun effetto negativo permanente dopo che la cura è completata.

Come riconoscerlo

Un attacco di panico è contrassegnato dalle seguenti condizioni: capita improvvisamente, senza preavviso e senza modo di fermarlo, l’intensità della paura non è affatto proporzionale alla situazione corrente, anzi spesso non è affatto correlata; la durata è compresa tra pochi minuti a mezz’ora circa; ci si trova completamente indifesi e incapaci di reagire. Attacchi di panico ripetuti possono ricorrere di continuo per ore. Un attacco di panico di per sé non è pericoloso, ma può essere un’esperienza terrificante, perché si sente di perdere completamente il controllo. Il disturbo porta ad altre complicazioni quali fobie, depressione, abuso di sostanze, e gravi conseguenze sulla salute psicofisica. Gli effetti possono variare dal deterioramento delle relazioni sociali all’incapacità completa di affrontare il mondo esterno. Le fobie che sviluppano le persone con disturbo da attacchi di panico non provengono dalla paura di oggetti o eventi reali, ma dalla paura di avere un altro attacco.

Manifestazioni

L’attacco di panico, da un punto di vista psicobiologico, sembra essere un meccanismo di difesa della nostra psiche che entra in uno “stato di allarme esagerato e disagievole” rispetto alle circostanze in cui la persona viene a trovarsi. Ogni momento di ansia si manifesta con fenomeni che sono evidenti su tre fronti:

  • fisiologico: con sintomi che interessano l’apparato cardiocircolatorio, gastrointestinale, respiratorio, e in generale neurovegetativo. Ad esempio, aumento della pressione, tensione dei muscoli, aumento del battito cardiaco e della frequenza respiratoria, accelerazione dei processi di memorizzazione e dell’ideazione, aumento dell’attività sensoriale;
  • cognitivo: come catastrofizzazione, l’isteria, la megalomania, la valutazione irrazionale della realtà, il perfezionismo, l’astrazione selettiva, l’autosvalutazione, la polarizzazione sulle cose che si temono;
  • comportamentale: in questo caso l’ansia si manifesta con comportamenti di fuga e ricerca di un rifugio. Scappare di fronte alla realtà porta a cronicizzare le paure.

Gli alimenti da evitare in quanto aumento il rilascio di adrenalina sono:

  • caffè, tè, cioccolato, coca cola;
  • le carni rosse, il maiale e gli insaccati;
  • carboidrati raffinati, zucchero bianco, dolcificanti sintetici e succhi di frutta.

Passando ora agli aspetti simbolici del cibo, l’alimento che, da questo punto di vista, sarebbe totalmente da evitare è il latte vaccino con i suoi derivati. Si è visto che chi è più soggetto a questo tipo di problematica ha una personalità debole e tendente alla dipendenza. Il consumo di latte, simbolo della madre, porta questo tipo di persone a introdurre il simbolo, il messaggio di una “stampella di una madre che provvede ai loro bisogni”, indebolendo l’Io. Staccarsi da questo alimento, scelta durissima per alcuni, è decidere di provare una nuova autonomia, è scegliere di non nutrirsi del cibo della “dipendenza”.

Dunque è possibile, attraverso delle semplici scelte alimentari quotidiane, togliere terreno al “nemico”, che potrà essere fronteggiato abbinando anche rimedi naturali e più corrispondenti alla persona.

Gli alimenti buoni da introdurre

  • cereali integrali, pane integrale;
  • zucchero di canna grezzo, miele in piccole quantità, malto di riso, di orzo o di mais;
  • lievito di birra, in quanto contiene cromo, zinco, selenio, vitamine B;
  • lectina di soia, coadiuvante delle funzioni epatiche;
  • succo di ribes nero, ricco di vitamina C, che normalizza le funzioni dei surreni;
  • semi e olio di germe di grano, che contiene vitamina E;
  • fagioli, alghe, sesamo, castagne;
  • cavolo nero che è ricchissimo in minerali.

Oltre a quanto detto, è poi importante un buon apporto di magnesio che fortifica il sistema nervoso ed è un importante sostegno nelle situazioni di stress. Il magnesio si trova principalmente nelle verdure verdi fresche, essendo un elemento essenziale della clorofilla, nei semi oleosi, nelle mandorle, nella soia, nel pesce, nel tofu, nei fagioli di Spagna, nelle albicocche e nei fichi.

I trattamenti

Il disturbo di panico è reale e potenzialmente debilitante, ma può essere controllato con cure specifiche.

A causa dei sintomi che accompagnano il disturbo di panico, può essere scambiato erroneamente per una cardiopatia o altre malattie mediche pericolose. Questo malinteso spesso aggrava o scatena attacchi futuri nelle persone disinformate. Spesso le persone vanno al pronto soccorso quando hanno un attacco di panico e possono essere fatti test medici completi per escludere queste altre condizioni di salute.

Altri spesso cercano di rassicurare le persone che hanno un attacco di panico che non sono in un grande pericolo. Espressioni del tipo “niente di serio”, “tutto nella tua testa” o “niente di cui preoccuparsi” possono dare l’impressione che non vi è alcun problema reale e che la cura non sia possibile oppure non sia necessaria.

Comunque, mentre i sintomi e la serietà del disturbo di panico è molto reale, la sensazione del panico o del morire che accompagnano molti attacchi di panico sono esagerate.

Una notizia importante che molti medici danno a chi soffre di disturbo di panico è che mentre il corpo è sotto l’effetto di un attacco, non si è in pericolo di vita (a parte le reazioni supplementari come fare un incidente con la macchina, correre in mezzo al traffico, suicidarsi, ecc.). Dunque, se chi soffre di disturbo di panico può anticipare un attacco e trovare un posto sicuro dove sfogare la crisi, vi sono pochi rischi immediati.

Le soluzioni più efficaci per ritrovare il benessere è la medicina quantistica

La chiave di volta per ritrovare il benessere e riportare l’equilibrio è “olistica”, grazie al Check Up di Medicina Quantistica si può scoprire, in dettaglio, la o le cause del problema e definire un profilo completo sullo stato psicofisico.

La buona notizia è che oggi, grazie al Check Up Quantistico di Biorisonanza e di Biofeedback ci consente in dettaglio di scoprire e determinare, la o le cause del problema e definire un profilo completo sullo stato psicofisico generale, individuando il valore dello stress e dell’ansia (alto o altissimo, emergenza), ma soprattutto le cause e le somatizzazioni nel corpo, oltre al sistema nervoso autonomo che ne è il protagonista.

Il Check Up inoltre risulta importante per individuare il rischio di patologie nascenti o di predisposizione genetica, correggere le informazioni scorrette che creano squilibrio e testare i rimedi naturali più adatti alla chimica della persona. Ogni organismo produce una sua chimica, i sintomi sono diversi da persona a persona, come lo squilibrio di informazione dei meridiani e del sistema endocrino e molto altro.

La cosa importante riguarda in queste situazioni il riequilibrio che si deve fare sia al sistema nervoso quanto al sistema limbico e all’amigdala, i protagonisti dello squilibrio; ma il riequilibrio riguarderà anche gli organi sottoposti a questo stress, che sono i reni, il cuore e fegato.

La terapia conseguente viene effettuata da operatori esperti in medicina quantistica e biorisonanza, poiché con questo metodo è possibile agire riequilibrando gli organi interessati, disperdere i sovraccarichi energetici, calmare la mente, tranquillizzare in generale tutto il corpo.

Nutripuntura, l’agopuntura senza aghi

Con la Nutripuntura forniamo quelle informazioni che sono presenti nel corpo umano di ogni individuo già fin dalla nascita e che, per un motivo o un altro, si sono perse nel corso della vita di ognuno di noi.

Facciamo dunque in modo di nutrire nuovamente l’organismo umano offrendo appunto un nutrimento endocellulare, fornendo quindi quelle informazioni che ha perso (nel caso di allergie il sistema immunitario è il primo da rinforzare).

La Nutripuntura si compone di 38 informazioni endocellulari, o mini-pasticche (assunte per via orale e da masticare secondo le sequenze stabilite per due-tre volte al giorno, e il compito affidatogli è proprio quello di fornire direttamente all’organo carente, o ad un settore specifico, le informazioni elettromagnetiche di cui prima e necessarie per attivare, o riattivare, l’autoregolazione naturale .

La loro efficacia, che è precisa come quella degli aghi in agopuntura (ecco il perchè del nome), è immediata per i settori e gli organi che si vogliono andare a sostenere.

L’originalità della Nutripuntura, che la distingue dall’omeo “patia” o dall’organo “terapia”, è che la sua azione non è contro un sintomo o una patologia, ma va a favore delle correnti che regolano la salute dell’organismo .

Favorendo il flusso di un meridiano permette di rinforzare in qualsiasi momento un settore in difficoltà, senza dover attendere un segnale d’allarme (patologia) da parte dell’organismo: agisce preventivamente a sostegno della vita cellulare.

L’apparizione di un sintomo è un segnale di allerta, risultato di un disturbo dell’informazione che attiva la funzione di un organo.

In effetti l’organismo non è costituito solamente da un insieme di organi con delle funzioni diverse (l’hardware), ma anche da numerosi programmi, contenenti le informazioni necessarie per regolare il funzionamento (il software).

Molte persone hanno superato positivamente dei problemi di allergia dopo essersi sottoposte al test con la SCIO/GioaBertha, la quale ha identificato la perfetta e specifica sequenza di Nutripuntura cui avevano bisogno in modo da permettere all’organismo d’integrare delle informazioni molecolari fino ad allora “rifiutate”.

In realtà non si tratta di eliminare i fattori che provocano un’allergia, ma di risolvere il “conflitto molecolare” che si scatena nell’organismo.

Per maggiori informazioni e/o per prenotare il tuo check up quantistico contattaci senza esitare. Saremo lieti di aiutarti.

Le informazioni qui riportate hanno solo il fine di operare una informazione, non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.

Operatore specializzato Luigina Bernardi

Bibliografia

  1. Roberto Pozzetti, 2007, “Considerazioni psicoanalitiche sulle crisi di panico” Franco Angeli, Milano;
  2. Rosario Sorrentino e Cinzia Tani, 2008, “Panico!”, Mondadori;
  3. Gianni Franceschetti, 2005, “Attacchi di panico e postmodernità”, Franco Angeli, Milano;
  4. Patrick Vèret, Yvonne Parquer, 2007, “Manuale di Nutripuntura Fisiologia e informazione cellulare”, Ed. Tecniche Nuove, p. 240-241;
  5. Catia Trevisani, 2010, “Curarsi con la Naturopatia”, Edizioni Enea, pag. 93- 94 – 102.

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