Elettrosmog, l’inquinamento invisibile. Come proteggere il nostro ambiente e la nostra salute

Luigina Bernardi, mercoledì 10 settembre 2014

Siamo immersi in un mare di onde: elettrodomestici, cellulari, wi-fi, tv, inquinamento Indoor, quali possono essere le conseguenze sulla nostra salute? I telefoni cellulari possono provocare il tumore al cervello? Dove l’elettrosmog fuori o dentro casa? Quali sono le fonti inquinanti? Quali sono le precauzioni da prendere? Le risposte a queste domande le trovi in questo articolo.

elettrosmog, inquinamento indoor

Elettromagnetismo: perché può farci male se è naturalmente presente sulla terra?

Bisogna distinguere tra fonti di radiazioni elettromagnetiche naturali e artificiali. Il nostro corpo è fatto per reagire alle prime. Il sole, per esempio, irradia onde elettromagnetiche sotto forma di luce e di calore; quando c’è molta luce le nostre pupille si restringono, così come quando c’è molto calore la pelle suda. I campi elettromagnetici artificiali sono presenti accanto e in sovrapposizione a quelli naturali, con potenze superiori di milioni di volte (addirittura di 120 miliardi di volte considerando l’ambito delle microonde). Nel 2011 è stato pubblicato lo studio del ricercatore Daniel Favre dell’Università di Losanna sul comportamento delle api: le arnie, nelle quali era stato inserito un cellulare, venivano abbandonate e le api perdevano l’orientamento. Oggi siamo bombardati da fonti elettromagnetiche artificiali: tralicci dell’alta tensione, ripetitori per le trasmissioni radiotelevisive, antenne della telefonia mobile, ma anche lampadine a risparmio energetico…

Cosa c’entrano le lampadine a risparmio energetico?

Emettono maggiori onde elettromagnetiche rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza – ahimè eliminate dall’Unione europea! – ma anche rispetto alle lampade alogene. Dunque è consigliabile tenerle ad almeno 1-1,5 metri dalla testa.

Il cellulare è potenzialmente dannoso solo quando telefoniamo?

No, semplicemente tenendolo in stand-by emette ogni 15-30 minuti alla massima potenza per segnalare all’antenna più vicina la propria posizione. Appena è in movimento, segnala lo spostamento molto più spesso, sempre alla massima potenza per essere avvertito fino alla distanza di 62 Km. Inoltre stanno per essere installate le antenne di nuova generazione: LTE (o 4G) per smartphone e tablet. Prevedo che le zone dove il cellulare non prende scompariranno rapidamente.

Telefoni senza fili, cellulari e cordless, ancora sotto accusa per il rischio di tumori al cervello

Dall’Agenzia Adnkronos/Adnkronos Salute, Roma, Italy –  1 Settembre 2009

L’allarme arriva da ricercatori di diversi Paesi ed è contenuto nel Rapporto “Telefonia senza fili e tumori cerebrali: 15 motivi di inquietudine”, pubblicato da EM Radiation Research e disponibile online (www.radiationresearch.org). Secondo lo studio, l’uso di questi apparecchi è pericoloso soprattutto per i bambini, che rischiano più degli adulti di ammalarsi di tumore al cervello.  Ma ci sono anche pericoli di un aumento di tumori oculari, alle ghiandole salivari, di linfomi e leucemie. Le ricerche fino ad oggi finanziate dai produttori di telefonini sottostimano i rischi, secondo le accuse degli autori del rapporto inviato ai capi di Governo e ai media, e che indica nel dettaglio i ‘vizi’ di impostazione dello studio internazionale Interphone lanciato nel 1999, realizzato in 13 Paesi e finanziato dalle aziende di telefonia. Interphone, spiega il Rapporto, voluto proprio per valutare i rischi di tumore cerebrale, sottostima il problema. I suoi ‘errori’ rappresentano la maggioranza dei motivi d’allarme che danno il titolo allo studio e che si aggiungono ai dati sui rischi di tumore, sulla maggiore vulnerabilità dei bambini e sulla scarsa trasparenza degli studi. Nel Rapporto i ricercatori propongono anche alcune raccomandazioni generali per ridurre i rischi delle radiazioni: preservare alcuni luoghi pubblici (scuole, asili, parchi gioco, etc) da ogni tipo di radiazione”.

Esistono studi scientifici sugli effetti dell’esposizione ai campi magnetici?

Negli ultimi decenni è stata condotta una intensa attività di ricerca. Allo stato attuale non sono emerse sufficienti prove scientifiche per stabilire la nocività delle onde elettromagnetiche, dei campi elettromagnetici e degli elettrodotti, ma nello stesso tempo non vi sono studi che escludano con assoluta certezza la possibilità di una relazione tra onde elettromagnetiche e tumori”.

Quali potrebbero essere le conseguenze sulla salute?

Alcune persone lamentano condizioni di malessere (mal di testa, dolori muscolari e articolari) se si trovano nelle vicinanze di sorgenti di campi elettromagnetici. Riguardo questo fenomeno – noto con il termine di elettrosensibilità – sono stati condotti diversi studi sperimentali. Persone che si sono definite elettricamente ipersensibili e volontari sani sono stati esposti a campi elettromagnetici fittizi o reali e non si sarebbero osservate sostanziali differenze durante l’esposizione reale rispetto a quella finta. Diversi studi hanno indicato un effetto “nocebo”, cioè un effetto nocivo causato dall’aspettativa che qualcosa sia dannoso.

Qual’è la posizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità?

Il 31 maggio 2011 la IARC (International Agency For Research on Cancer), agenzia intergovernativa per la ricerca sul cancro che è parte dell’OMS, ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibili cancerogeni per l’uomo”(gruppo 2B). Si deve tenere presente che solo in presenza di evidenze scientifiche più consistenti la IARC avrebbe classificato i campi elettromagnetici nel gruppo 2A dei “probabilmente cancerogeni per l’uomo” (per esempio in presenza di un’evidenza sufficiente di cancerogenicità negli animali da esperimento) o nel gruppo 1 dei “cancerogeni per l’uomo”(per esempio in presenza di un’evidenza sufficiente di cancerogenicità proveniente da studi epidemiologici.

Una questione controversa anche per gli interessi che ci sono in ballo

Le associazioni ambientalistiche e dei consumatori dicono che le comunità scientifiche sono vittime delle lobby, delle società di telefonia, degli interessi economici. Dall’altro lato le comunità scientifiche che si ritengono indipendenti dicono che le associazioni cavalcano l’onda dell’allarmismo, cui si aggiungono interessi politici perché, se allarmi la popolazione e fai credere di impegnarti per eliminare i rischi, hai un bacino di voti… il tema è molto delicato.

Ma, alla fine, dobbiamo continuare a usare tranquillamente il telefonino?

La mancanza di conoscenze scientifiche certe non deve rappresentare un alibi per rinviare le misure di prevenzione, secondo il principio di precauzione, in base al quale si possono adottare subito provvedimenti che possono mantenere l’esposizione alle onde elettromagnetiche al più basso livello di rischio ragionevolmente raggiungibile. Sicuramente bisognerebbe evitare di stare troppo tempo al cellulare, riducendo la durata delle telefonate e privilegiando altri strumenti come il telefono fisso o Skype. Utilizzare il viva-voce invece degli auricolari, in quanto è stato dimostrato che il filo che collega il cellulare all’orecchio, se non è ben schermato, fa da antenna e amplifica il segnale. Limitare le chiamate in ambienti chiusi, tipo l’auto, usare il cellulare in ambienti aperti. Acquistare un telefonino con un basso tasso di assorbimento (SAR, Specific Absorption Rate).

Meccanismi di interazione dei campi elettromagnetici con un organismo umano

Molti studi hanno posto l’accento sull’influenza negativa che campi elettromagnetici elevati hanno sul nostro corpo, in particolare sulla produzione di ormoni anti-cancerogeni (es. melatonina) e su scambi osmotici che interessano determinati ioni. A questo punto è importante capire perché ci possono danneggiare. Se si conoscessero meglio le leggi dell’elettromagnetismo ed in specifico le interazioni (azioni reciproche) tra i vari intervalli di campi elettromagnetici, si capirebbe subito che c’è sempre una certa influenza tra due fenomeni diversi, ma della stessa natura elettromagnetica.

La natura elettrica del nostro corpo

I nostri corpi hanno una natura fortemente elettrica, tutti i corsi di anatomia lo confermano. Se si trascinano i piedi su un tappeto e poi si tocca un oggetto metallico, oltre allo “scoppiettio”, di notte, si può vedere l’elettricità statica che esce dalla punta delle dita; questo fenomeno non sarebbe possibile se non avessimo una natura elettrica. Se si tocca un fornello acceso si sente subito dolore perché questo viene trasmesso elettricamente lungo i nervi fino al cervello. Il dolore viaggia alla velocità dell’elettricità e per questo si sente il dolore così velocemente. Attraverso il corpo vengono mandati messaggi elettrici per tenerlo informato di cosa succede. Se non ci fosse questo complesso sistema elettrico non saremmo in grado di vedere, sentire, odorare, gustare. Un’altra dimostrazione dell’esistenza dell’elettricità nel corpo sono gli elettroencefalogrammi e gli elettrocardiogrammi che registrano rispettivamente l’attività elettrica del cervello e del cuore. I nostri sistemi elettrici hanno un’importanza vitale per il nostro corpo.

Meccanismi di interazione

Appurato che i nostri corpi hanno una natura fortemente elettrica e che fenomeni elettromagnetici possono subire interferenze da altri fenomeni elettromagnetici, il nostro sistema elettrico viene disturbato. Di conseguenza, lo scambio di informazioni elettriche tra i vari apparati, organi, tessuti e cellule viene ostacolato. E’ un po’ come se noi ricevessimo informazioni tramite un telefono cellulare per svolgere un determinato lavoro e ad un certo momento la ricezione venisse disturbata o il segnale si facesse scarso. Non riusciremmo più a capire il significato della conversazione e finiremmo per sbagliare il lavoro. Il nostro corpo ha sistemi molto sofisticati di trasmissione dei dati e di difesa verso attacchi esterni ma a volte l’intensità del disturbo è talmente alta o le difese sono così basse (es. quando dormiamo) che qualcosa finisce per non funzionare correttamente. Una cellula si nutre grazie a meccanismi di polarità che si verificano nella membrana cellulare; questi meccanismi permettono un’attrazione di sostanze nutritive e un’espulsione di sostanze di rifiuto. Ogni cellula, inoltre, ha una frequenza d’onda elettromagnetica diversa, a seconda del tipo di tessuto. Ciò le permette di attirare per osmosi elettromagnetica le sostanze necessarie per le sue specifiche funzioni (ad es. una cellula ossea attira Ca+) e respingere le sostanze dannose (es. radicali liberi). Da questo si deduce che ogni evento che altera questo sofisticato equilibrio può portare ad alterazioni della cellula fino a causarne la morte.

I campi elettromagnetici sono dannosi?

Oggi non si fa altro che parlare del fatto che questo caos elettrico, magnetico e elettromagnetico, prodotto dalla tecnologia moderna, sia dannoso per la salute. Personalmente credo che il problema non debba essere affrontato in questi termini, e quindi lo reputo un “falso problema”. L’equilibrio elettrico di un organismo, che interagisce con un campo elettrico o magnetico artificiale, è sicuramente perturbato, senza che ciò si traduca automaticamente in un effetto biologico apprezzabile e tanto meno in un danno.

La domanda corretta da porsi è: per quanto tempo una persona, esposta a certi fenomeni elettromagnetici e ad una data intensità, può resistere prima che sopraggiunga una certa patologia?

Ci sono quindi diversi fattori da considerare: la predisposizione, il tempo di esposizione, il tipo e l’intensità dell’aggressione elettromagnetica. Per fare un esempio, se io sono particolarmente sensibile a campi magnetici a bassa frequenza (50 Hz), tipo quelli provenienti da un filo percorso da corrente per alimentare una lampada, quant’è la mia tolleranza verso questo tipo di frequenza e a che intensità? Credo quindi che non si possa generalizzare dicendo che certi fenomeni facciano male ma che si possa, anzi, si debba dire che l’aggressione è certa ma che ogni individuo ha una sua specifica tolleranza. Considerato che certi fenomeni elettrici, magnetici ed elettromagnetici provocati dalla tecnologia moderna non sono mai esistiti in natura, si può dedurre che le interazioni con il corpo umano non saranno quasi mai positive (eccetto in alcune terapie mediche) e che col tempo si creeranno degli squilibri, elevati per le persone più sensibili e meno elevati per quelle meno sensibili. Va anche precisato che, come tante persone lo stanno testimoniando, la sensibilità verso questi fenomeni tende ad aumentare, anche repentinamente (nel giro di qualche mese), e che difficilmente tenderà a ridursi. Tutto questo per dire che non ci si abitua, a meno che non si intraprendano cure specifiche di contrasto, che comunque restano dei rimedi temporanei che devono per forza di cose essere sostituiti da una reale rimozione o riduzione delle cause. La prevenzione, anche in questo caso, è l’unica scelta realmente saggia per evitare di raggiungere i limiti individuali di tolleranza, in quanto tutti siamo in qualche modo aggrediti da questi fenomeni elettromagnetici artificiali.

Quali sono gli ambienti della casa che devono essere preservati dalle radiazioni indoor

Tra le stanze della casa, la camera da letto è quella dove è più importante che le onde elettromagnetiche restino fuori. Nelle ore che ci passiamo ogni notte il nostro corpo dovrebbe potersi riposare e rigenerare. Quindi meglio non dormire vicino a: lampadine a risparmio energetico (preferire quelle a incandescenza o alogene), radiosveglie, coperte elettriche, fili dell’elettricità non schermati.

Cordless – telefono senza fili

La piccola stazione radio base del cordless funziona come un’antenna: emette di continuo radiazioni per stare in contatto con il telefono. È preferibile il telefono fisso oppure i modelli di cordless con “modalità eco-mode”, che emettono onde solo durante le chiamate.

Cellulare: Il 97% degli italiani sopra i 16 anni ne ha almeno uno, i consigli:

  • allontanarlo dalla testa anche solo di 1-2 cm per ridurre di molto l’assorbimento delle radiazioni; ok il viva-voce;
  • non tenerlo in tasca o a contatto con il corpo, si sul tavolo o negli indumenti appesi;
  • se possibile, tenerlo spento o in “modalità aereo” durante i viaggi, quando siamo in movimento il segnale è alla massima potenza e nell’abitacolo dell’auto, sul treno o in autobus le radiazioni riverberano tra le superfici metalliche e vetrate;
  • rete wi-fi: spegnerla quando non la stiamo utilizzando, sul mercato esistono custodie schermanti per il router che lasciano passare solo la quantità di radiazione necessaria a far funzionare il computer.

Eliminare del tutto le fonti di radiazioni pare impossibile

È difficile perché da una parte non vogliamo le radiazioni e dall’altra vogliamo essere raggiungibili sempre e ovunque. La cosa importante da dire è questa: almeno la notte, quando il corpo é indifeso, deve avere la possibilità di riposarsi e rigenerarsi, eliminando del tutto o almeno riducendo le radiazioni il più possibile.

Altri pericoli sconosciuti nella nostra casa

All’interno dei nostri ambienti domestici e del riposo notturno, e non, si nascondono molti altri nemici che attentano la nostra salute e il nostro benessere; i danni che possono provocare alla nostra salute sono deleteri, permanenti e molto pericolosi. Per approfondire l’argomento si consiglia la lettura dell’articolo qui di seguito riportato scritto e composto dall’architetto Edoardo Venturini, professionista esperto tecnico bioedile e progettista CasaClima, responsabile della Sezione Ambiente dell’Associazione Progetto Benessere, nel quale si potranno anche avere delle indicazioni per difendersi da tutto ciò.

Una piccola anticipazione dell’articolo sull’inquinamento indoor

Inquinamento indoor: un argomento sconosciuto. Le cui cause si celano negli ambienti delle nostre case e gli effetti attentano la nostra salute.

Qualità dell’aria Indoor. Quando parliamo di “ambiente indoor” ci riferiamo agli ambienti confinati di vita e di lavoro ed in particolare a quelli adibiti a dimora, svago, lavoro e trasporto.

Un tema importantissimo e sempre più sensibile per le persone, perché sempre più di queste ultime passano il proprio tempo e quello professionale dentro luoghi e ambienti confinati.

Soprattutto i bambini e le persone anziane sono i soggetti maggiormente attaccati dagli effetti deleteri ed inquinanti del permanere molto tempo all’interno delle case:

  1. più del 20% delle malattie e delle morti nel mondo sono attribuibili ai fattori ambientali;
  2. più del 30% delle malattie nei bambini al di sotto dei 5 anni è attribuibile a fattori ambientali;
  3. in Europa il 4,6% delle morti per tutte le cause ed il 31% delle inabilità, nei bambini (da 0 a 4 anni di età) sono attribuibili all’inquinamento indoor;
  4. circa il 13% dei casi di asma dei bambini, nei Paesi industrializzati, è correlabile ad un eccesso di umidità negli edifici.

Per approfondire l’argomento e avere maggiori informazioni inerenti i pericoli degli inquinamenti interni alle nostre abitazioni (inquinamento indoor) vai al seguente link: Inquinamento indoor.

Come scoprire se dei disturbi che abbiamo sono dovuti alle radiazioni

Con un Check quantistico di biorisonanza, emergono i disturbi legati all’ambiente, quali: radiazioni da telefonia mobile, o a causa dell’ambiente, gas radon, muffe, polveri, geopatie (nodi di Hartman, Curry ecc), e dato che i casi stanno aumentando, risulta importantissima una prevenzione, i disturbi che si manifestano sono:

  • disturbi del sonno;
  • stanchezza al risveglio;
  • dolori articolari;
  • emicranie;
  • disturbi digestivi;
  • disturbi al sistema immunitario;
  • disturbi psicosomatici, cefalea, astenia, insonnia;
  • opacizzazione di cristallino;
  • ridotta fertilità;
  • maggior rischio di leucemia.

I campi e le sindromi dove maggiormente viene impiegata:

squilibri del sistema neurovegetativo e stress con le sue manifestazioni, “somatizzazioni” del sistema digestivo (meteorismo, gastriti, cervicalgie muscolo-tensive…), cutaneo patologie croniche recidivanti, candidosi cistite , sinusite, problemi da intossicazione da farmaci, fumo, alcool, problemi di invecchiamento e deterioramento psico-fisico, patologie degenerative, in particolare dell’apparato osteoarticolare, artrosi, squilibri funzionali endocrini, dismenorrea, distiroidismi, etc.

Il Test è uno screening indolore, non invasivo, in grado di controllare lo stato di salute psicofisico in modo così efficace e avanzato da individuare disturbi e squilibri latenti.

Per maggiori informazioni e/o per prenotare il tuo check up quantistico contattaci senza esitare. Saremo lieti di aiutarti.

Le informazioni qui riportate hanno solo il fine di operare una informazione, non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.

Operatore specializzato Luigina Bernardi

Bibliografia:

  1. Periodico tecnogramma n. 28 – giugno 2013, Edoardo Venturini, 2014, “Inquinamento Indoor: un argomento sconosciuto”;
  2. fonti web: progettobenesserecompleto.it  e gioiabertha.it

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