Ritenzione idrica, pesantezza e gonfiore alle gambe, cellulite: i rimedi naturali più efficaci per eliminare i liquidi in eccesso

Luigina Bernardi, martedì 19 agosto 2014

Pesantezza e gonfiori agli arti, difficoltà a perdere peso, ritenzione ed edemi, metabolismo lento, cellulite. Ma cosa porta il nostro metabolismo a rallentare e a non riuscire più a svolgere quella parte del suo lavoro che consiste nell’eliminare le scorie dei processi fisiologici? Quali sono le cause di edemi e ristagni?  Le risposte le trovi in questo articolo.

cellulite

Soffrire occasionalmente di ritenzione idrica è una condizione normale. La maggior parte delle persone possono talvolta presentare un accumulo eccessivo di acqua nei tessuti: è una circostanza abbastanza comune. Soprattutto nelle donne si può notare un aumento della ritenzione idrica durante la settimana precedente alla comparsa del ciclo mestruale. Ma se il fenomeno della ritenzione idrica sembra raggiungere proporzioni maggiori, si verifica a livello cronico e dà continuamente quelle fastidiose conseguenze quali estremità gonfie o eccessivo aumento di peso, è il caso di intervenire seriamente per indagare le cause del problema e fare un check up completo quantistico approfondito.

Pesantezza e gonfiori in estate peggiorano

Estate, è questo il periodo dell’anno in cui possiamo correre il rischio di vedere una riduzione del nostro metabolismo. Le alte temperature rallentano i processi di smaltimento delle tossine, agiscono come un freno sulla nostra circolazione rendendo per questo difficoltoso il lavoro dei sistemi venoso e linfatico che sono quelli chiamati a smaltire le scorie metaboliche. Allora che ci sentiamo appesantiti, stanchi ed è anche questa la ragione per cui in estate, nonostante si pensi di mangiare più sano e di essere più attivi, si finisce per prendere peso. Il problema è dunque metabolico e la ritenzione idrica ne è un segnale importante, che non bisogna sottovalutare. Il fatto di accumulare liquidi nell’organismo è un sintomo: è il segno che qualcosa nel nostro corpo non funziona al meglio.

Le cause

Se durante l’inverno e la primavera si sono accumulate tossine, se si sono presi dei chili, se si è mangiato in modo esagerato e scorretto, non muovendosi praticamente mai dal divano, è una vana speranza quella di pensare che, arrivata la bella stagione e magari sotto lo stimolo dei vestiti più leggeri e del costume da bagno, si riesca a dimagrire. E’ come richiedere lo sprint a una macchina con il motore surriscaldato. I gonfiori, la pesantezza e, soprattutto nelle donne, la cellulite, sono segno proprio di questo, di un motore metabolico la cui temperatura si è alzata troppo, un motore infiammato, intasato di scorie e per questo capace di funzionare soltanto a velocità ridotte. Questo infatti è il segno più evidente di un metabolismo bloccato, di uno stile di vita che ha “ingolfato” il nostro corpo in modo eccessivo.

Eliminare così i liquidi che ristagnano nei tessuti, le scorie e le tossine che abbiamo accumulato avrà una serie di vantaggi positivi sia sulla salute dell’organismo in generale, sia sul suo aspetto esteriore che rifletterà così la miglior condizione di benessere che sarà raggiunta. Vediamo dunque quali sono i risultati che si possono ottenere cercando di rimuovere liquidi e tossine dall’organismo.

L’acqua deve fluire, non ristagnare!

Osserviamo il nostro organismo in estate. Per cercare di abbassare la temperatura, per contrastare la calura dell’ambiente esterno, si suda. Sebbene siamo portati a pensare al sudore come a una “brutta cosa”, un fenomeno da nascondere, da contrastare e da bloccare, come invitano a fare molte pubblicità di deodoranti, esso è invece uno strumento prezioso che ci consente di regolare il nostro metabolismo e far funzionare al meglio il corpo. Quando fa caldo l’acqua va dispersa, buttata fuori e ricambiata: è così che viene usata per raffreddare e mantenere attivo il nostro motore metabolico. La presenza di edemi e ristagni quindi significa che stiamo facendo esattamente l’opposto di quanto sarebbe necessario. Stiamo trattenendo liquidi anziché disperderli e questi, infiltrati nei tessuti, non servono certamente a raffreddarci, anzi agiscono in modo esattamente opposto, aumentando l’infiammazione.

Far ripartire il metabolismo è il primo passo

Agire in modo da ridurre gonfiori, edemi, senso di pesantezza, ma soprattutto intervenire in modo da rimuovere le cause profonde che li determinano, si tradurrà in un’attivazione del metabolismo. Se pensiamo a questo insieme di processi come a un fuoco che brucia dentro di noi e che ci dà energia, ci fa muovere, ci rende vitali, scattanti e sani, proviamo a immaginare quanto questo fuoco possa ardere se gli chiediamo di farlo “immerso” nell’acqua. La risposta è scontata: poco o nulla. Ovviamente si tratta di una metafora ma che rende l’idea di come asciugare i liquidi in eccesso, ma anche rimuovere le tossine che alla loro presenza si accompagnano, si traduca in una miglior efficienza metabolica. E’ questo l’inizio di un circolo virtuoso che porterà a un’autentica perdita di peso, duratura nel tempo. Infatti eliminare ciò che ostacola il lavoro del metabolismo vuol dire bruciare di più e più in fretta.

Le origini del problema

A volte cambiare prospettiva aiuta a comprendere meglio le cose. La ritenzione idrica è un problema perchè ci fa sentire a disagio, appesantisce la figura, contribuisce al nostro sovrappeso. Dal punto di vista dell’organismo è una risposta, la migliore che il corpo sia in grado di dare, a una situazione di stress metabolico. La stessa cellulite è la soluzione che il corpo ha trovato di fronte a un tessuto connettivo che non riesce più a smaltire le scorie e che a lungo andare diventa antieconomico cercare di ripulire.

Bisogna ridurre i rifiuti metabolici

Se il nostro organismo è indotto ad accumulare liquidi e scorie dovremmo quindi concludere che ci sono fattori che ne stanno rallentando il lavoro e, nell’ordine delle priorità, assicurare nutrimento viene prima rispetto a “fare le pulizie”. Se poi noi, con il nostro stile di vita, aumentiamo la quantità dei rifiuti metabolici, il risultato è un meccanismo che si autoalimenta.

Ma cosa porta il nostro metabolismo a rallentare e a non riuscire più a svolgere quella parte del suo lavoro che consiste nell’eliminare le scorie dei processi fisiologici? Quali sono le cause di edemi e ristagni? Abbiamo raccolto le principali.

Le cause della ritenzione

Come vedremo le cause e i fattori che possono determinare la ritenzione idrica, ne sono state identificate quattro tipologie:

  • ritenzione idrica alimentare: è causata da una dieta ricca di sale o da intolleranze alimentari;
  • ritenzione idrica circolatoria: è dovuta al cattivo funzionamento del sistema venoso e linfatico;
  • ritenzione idrica iatrogena: deriva da abuso di antinfiammatori, cortisonici, terapia ormonale sostitutiva e contraccettivi;
  • ritenzione idrica secondaria: è un effetto, secondario appunto, di gravi patologie come un’insufficienza renale o cardiaca, patologie alla vescica o del fegato, ipertensione arteriosa.

Le altre cause: congestione degli organi di depurazione

Se gli organi deputati allo smaltimento dei liquidi e delle tossine lavorano male, sarà una conseguenza inevitabile quella di veder accumularsi questi “rifiuti” del metabolismo, con un conseguente appesantimento della figura. Reni, fegato e intestino sono i principali registi della depurazione del nostro organismo, i nostri filtri. Di conseguenza tutto ciò che comporta un loro superlavoro, contribuisce ad aumentare l’accumulo di tossine. Risolvere disturbi come stipsi e disbiosi, che comportano un’alterazione della composizione della flora batterica intestinale, ma anche migliorare la diuresi o ridurre l’eccesso di lipidi nel sangue, che vengono “processati” dal fegato, può tradursi in un miglioramento della ritenzione e una riattivazione generale dei processi metabolici.

Disturbi circolatori

Un sistema circolatorio che non funziona correttamente predispone alla ritenzione e al sovrappeso per diverse ragioni. Innanzitutto poiché influisce sulla quantità di energie spese dall’organismo in quello che viene definito metabolismo basale. In secondo luogo un sistema venoso incapace di compiere il proprio lavoro lascia nei tessuti materiali di scarto che poi si infiltrano e stagnano nel connettivo. Infine fragilità permeabilità e infiammazione a livello dei capillari, aprono la strada al travaso di liquidi dal circolo alle zone interstiziali. L’efficienza del sistema circolatorio, cuore compreso, è poi essenziale per far arrivare il nutrimento ai muscoli, il nostro più potente brucia-grassi.

Il distretto chiave: il sistema linfatico il primo spazzino

Meno conosciuto e considerato del suo “gemello”, il sistema circolatorio, quello linfatico è un complesso sistema di vasi che recupera dagli spazi interstiziali i liquidi che non sono stati recuperati dal flusso venoso. La linfa è il fluido che circola in questi vasi e che può diventare più denso se le tossine di cui si carica sono in eccesso. Risente inoltre degli ormoni, è più “spessa” all’inizio del ciclo (ecco spiegata la ritenzione) e scorre più fluida dopo l’inizio del mestruo. Il sistema linfatico garantisce il drenaggio, ma è anche un sistema chiave per la nostra immunità: nei linfonodi lungo le vie linfatiche vengono prodotti linfociti, il nostro esercito di difesa nei confronti di microrganismi pericolosi. La La risalita della linfa dai distretti periferici avviene grazie ai muscoli, ecco perchè se si è di fronte a una situazione di stasi linfatica uno dei modi per favorire il drenaggio è muoversi.

Un alimentazione scorretta può rallentare e creare ritenzione?

Ci sono molte abitudini che possono peggiorare la ritenzione idrica e l’accumulo di tossine e molte di queste le attuiamo a tavola. Al primo posto vi è il consumo eccessivo di sale. Ma anche troppo zucchero fa male, poichè favorisce l’accumulo di grasso che a sua volta genera infiammazione e ritenzione. L’aumento dei livelli di insulina, generato da una dieta sbilanciata in carboidrati, può rendere difficile espellere il sodio. Vanno poi aggiunte reazione allergiche e intolleranze che proprio nella ritenzione e nel gonfiore possono avere uno dei sintomi. La reazione dell’organismo a ciò che viene considerato un pericolo determina la produzione di istamina, che provoca ritenzione idrica e gonfiore.

Diete ipocaloriche

Soffrite di ritenzione e di sovrappeso? Vi mettete a dieta? Stretta, anzi strettissima?

Bene, vi state preparando a veder peggiorare le cose.

Regimi alimentari troppo restrittivi mettono in allarme il metabolismo che reagisce andando in modalità risparmio. Brucerà ancora di meno e tenderà ad accumulare grasso, che è legato a doppio filo con la ritenzione. Sono soprattutto diete sbilanciate, con un’insufficiente quantità di nutrienti che possono innescare la reazione del corpo. Può addirittura accadere che la ritenzione faccia la sua comparsa solo quando si è a dieta, mentre tende a regredire quando si adotta un regime alimentare che impone al corpo meno sacrifici.

Scarso movimento

Per drenare naturalmente i liquidi e le tossine, soprattutto nella parte bassa del corpo, è necessario condurre una vita attiva, fare sport, in una parola muoversi. Nel piede è presente una pompa che spinge verso l’alto la linfa e il sangue venoso ricco di scorie e di liquidi di scarto. La sedentarietà è una delle cause del sovrappeso. Il movimento invece è un vero attivatore metabolico, poiché consente di bruciare le riserve di grasso, di ridurre l’infiammazione a livello tissutale e di stimolare la circolazione.

Squilibri ormonali

Sono molti gli ormoni che possono portare il corpo a trattenere liquidi. E’ il caso ad esempio degli estrogeni, gli ormoni femminili che sono la spiegazione del gonfiore che precede il ciclo e che rendono questo disturbo così frequente nelle donne, anche in gravidanza. La pre-menopausa, in quanto “periodo di transizione” fra la regolarità del ciclo e la sua scomparsa, è caratterizzata da uno squilibrio maggiore a livello ormonale e quindi non è infrequente che vi sia una difficoltà maggiore a smaltire liquidi e scorie. Se in menopausa la cellulite tende a scomparire, è possibile che invece intervengano altri fattori a determinare gonfiori, sovrappeso e ritenzione, come l’aumento di ormoni come il cortisolo. Ci sono poi gli ormoni tiroidei che, se non prodotti in quantità sufficiente, determinano un rallentamento metabolico.

Stress e aumento di peso

I fattori psicologici hanno un peso non trascurabile su fenomeni come l’aumento di peso e la tendenza a trattenere i liquidi. Gli ormoni dello stress, cortisolo e aldosterone, possono infatti determinare un aumento della massa grassa nell’organismo e possono influenzare la ritenzione, agendo anche sul metabolismo del sodio a livello cellulare. Questi ormoni sono in grado di attivare una serie di risorse per affrontare l’emergenza: ad esempio avere acqua e grasso a disposizione, in situazioni di crisi, può essere un’ottima cosa. Ma se lo stress diventa cronico e i livelli di questi ormoni restano alti, ciò che ha senso in casi particolari diventa un problema. Essere sotto pressione può indurre inoltre ad adottare uno stile alimentare eccessivo, per compensare la tensione.

Il sovrappeso e l’obesità

Altra causa di ritenzione idrica, e forse la più conosciuta, è il sovrappeso e/o l’obesità; anche se la presenza di questi due elementi non sempre si traduce con il manifestarsi di ritenzione idrica, certamente essi danno un contributo direi quasi “solenne” al fenomeno: è risaputo che mettersi a dieta comporta nelle prime settimane subito una perdita di liquidi imponente (anche svariati chilogrammi!!) e ciò e determinato dal fatto che il legame tra “grasso”ed “acqua” è nel rapporto di 1 a 3 cioè perdendo una molecola di grasso se ne perdono 3 di acqua: perdendo 1 grammo di grasso se ne perdono 3 di acqua. Questo fa ben capire il motivo di tanta diuresi nelle prime settimane. C’è da aggiungere che l’obesità ed il sovrappeso corporeo sono spesso responsabili dell’instaurarsi di una insufficienza venosa/linfatica che viene ad avvalorare ancor di più la responsabilità che essi hanno nelle genesi del fenomeno .

Farmaci

Sono molti i farmaci che hanno tra le controindicazioni la ritenzione idrica. Tra quelli maggiormente sotto accusa vi sono i cortisonici, gli antinfiammatori, i contraccettivi e le terapie ormonali come quelle per l’infertilità o quelle sostitutive che vengono prescritte durante la menopausa. Se l’organismo e sano e se non vi sono altri problemi sottostanti che possono essere addotti come cause della ritenzione, questa si risolve con la sospensione del farmaco. Anche l’assunzione di antibiotici, sovraccaricando gli organi deputati allo smaltimento delle tossine, può rendere più difficoltoso il drenaggio del corpo, con un’azione indiretta sui gonfiori.

I diuretici non sono la soluzione

Di fronte a fenomeni come la ritenzione idrica e un accumulo di tossine metaboliche la soluzione più rapida è spesso quella di ricorrere a farmaci di sintesi, in particolare i diuretici, che promettendo di agire in breve tempo sugli effetti del problema danno un sollievo immediato, ma purtroppo destinato a non durare a lungo. Il problema della ritenzione idrica infatti non può essere risolto semplicemente assumendo dei medicinali che agiscono sugli effetti ultimi. Se non si interviene sulle vere cause della ritenzione, la si vedrà tornare di continuo. Utilizzando ancora una volta una metafora utile per chiarire i meccanismi con i quali opera il nostro organismo, non può essere sufficiente spazzare via e asciugare una pozza d’acqua che si è formata sul pavimento se non si ferma la perdita d’acqua che l’ha alimentata: la pozza infatti tornerà a riformarsi. La correzione deve dunque avvenire a livello metabolico per avere risultati duraturi. Senza contare che l’assunzione di diuretici di sintesi non è affatto esente da rischi ed effetti collaterali.

Le soluzioni olistiche più efficaci per sconfiggerla e ritrovare il benessere

La soluzione più innovativa è senza alcun dubbio il Check Up di biorisonanza quantistica che ci consente di rilevare come funziona il nostro sistema circolatorio e linfatico, ma anche se il nostro metabolismo e lento tramite la misurazione dei parametri elettromagnetici e frequenziali del corpo umano, di conoscere lo stato di salute degli organi, dei sistemi (nervoso, linfatico, etc.), di rilevare il livello di minerali, di vitamine, di funghi, di batteri, di virus, di rilevare intolleranze alimentari, allergie e molto altro ancora.

La Medicina Quantistica, e il Check Up di Biorisonanza, cos’è e come funziona.

Per intraprendere una spiegazione più puntuale e nello stesso tempo rivelatrice della materia ci serviamo di una testimonianza di un’intervista rilasciata nel 2005 dal massimo esperto del settore, il Prof. Piergiorgio Spaggiari, alla giornalista Claudia Bortolato, dal titolo: “Esercizi di energia quantistica. Strumenti speciali, capaci di comunicare con le cellule”, illuminante per capire come funziona la Medicina quantistica.

Ma prima occorre fare una premessa ove il prof. Spaggiari spiega che:

<<Il benessere .(.). è’ una questione di oscillazioni elettromagnetiche “ordinate”. Esiste un codice di riconoscimento tra le biomolecole, come quello accertato, tra basi del DNA e aminoacidi, che implica l’esistenza di un livello elettromagnetico della materia vivente che dialoga con il livello chimico, assicurando che il traffico delle molecole sia ben ordinato. Se questo “traffico” è armonico, ordinato per l’appunto, l’organismo è in salute. Al contrario, la malattia “nasce” all’origine, e può essere rilevata, come un disturbo della rete elettromagnetica di controllo del traffico molecolare e solo allo stadio finale, quando si manifesta con tutta la sua sequela di sintomi, dolori, diventa un’anomalia della struttura molecolare del corpo.>>

Dunque, prosegue il Prof. Spaggiari: <<L’organismo si mantiene in equilibrio dinamico grazie ai messaggi che le cellule si scambiano costantemente tra loro sotto forma di segnali elettromagnetici estremamente deboli, a frequenza definita. “E’ proprio di queste energie infinitamente piccole, che si occupa la medicina quantistica, forse la più futuristica tra le medicine complementari”, spiega il professor Piergiorgio Spaggiari, fisico e medico chirurgo, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera della Valtellina. La medicina quantistica così come la medicina bioenergetica, considera l’organismo alla stregua di un sistema risonante. “Attraverso speciali strumenti diagnostici e terapeutici, si possono produrre variazioni quantiche di energia così sensibili da interagire con le “energie sottili” del corpo, al fine di ripristinare l’equilibrio e lo stato di benessere”. Con gli strumenti di medicina quantistica più avanzati è possibile rilevare i livelli di energia degli organi e lo stato di salute complessiva dell’organismo e, contemporaneamente, correggere eventuali anomalie energetiche riscontrate per impedire così, per quanto possibile, che la malattia possa successivamente manifestarsi a livello fisico-chimico. Ovviamente, sia in fase diagnostica, sia terapeutica, sopratutto in caso di malattie di una certa entità, questi strumenti non sostituiscono ma integrano eventuali test e cure farmacologiche convenzionali>>.

Cosa vuol dire frequenza

Supponiamo – spiega Del Giudice, di avere una radio con l’antenna sintonizzata sulla frequenza di Londra. Sentiremo solo radio Londra, anche se radio Parigi, Zurigo e chissà quante altre sono più vicine. Perché siamo sintonizzati su radio Londra e non sulle altre. Ma se variamo la frequenza di oscillazione, perderemo radio Londra e passeremo all’ascolto di altre emittenti. Analogamente, se io cambio la frequenza di oscillazione del dominio di coerenza dell’acqua, cambio le molecole che si attraggono, ho la possibilità di intervenire negli scambi biochimici e nella fisiologia, posso trattare le patologie.

Noi siamo in buona salute quando le cellule del nostro organismo procedono regolarmente agli scambi biochimici governati dal dominio di coerenza dell’acqua. Gli scambi avvengono perché c’è una differenza di potenziale, misurabile, tra la parete esterna e quella interna della cellula.

La malattia genericamente intesa si origina quando questo scambio si blocca. Gli “studi osservazionali” fatti da Spaggiari e autorizzati dalla Regione Lombardia hanno dimostrato che utilizzando campi elettromagnetici a bassissima intensità, modulati sulla persona, si può invertire il processo e ripristinare il corretto funzionamento cellulare.

Questa è la Medicina Quantistica che è già impegnata nel trattamento di edemi e infiammazioni, nella riparazione di tessuti. Ma anche come terapia di sostegno per i malati oncologici, in quanto riduce i radicali liberi provocati dalla chemioterapia, che creano disastri. E per dare risposte, ancora non risolutive, a malattie considerate senza speranza come la sclerosi multipla o il morbo di Parkinson.

La casistica c’è ma molto frammentata: ci sarebbe la necessità di raccoglierla e codificarla in qualche modo, per fornire base e strumenti di lavoro ai medici, oltre che di conoscenza per tutti.

I campi e le sindromi dove maggiormente viene impiegata:

Squilibri del sistema neurovegetativo e stress con le sue manifestazioni, “somatizzazioni” del sistema digestivo (meteorismo, gastriti, cervicalgie muscolo-tensive…), cutaneo patologie croniche recidivanti, candidosi, cistite, sinusite, problemi da intossicazione da farmaci, fumo, alcool, problemi di invecchiamento e deterioramento psico-fisico, patologie degenerative, in particolare dell’apparato osteoarticolare, artrosi, squilibri funzionali endocrini, dismenorrea, distiroidismi, etc.

Il Test è uno screening indolore, non invasivo, in grado di controllare lo stato di salute psicofisico in modo così efficace e avanzato da individuare disturbi e squilibri latenti. Grazie al Check Up si può scoprire, in dettaglio, la o le cause del problema e definire un profilo completo sullo stato psicofisico che, tra le molte altre cose, rileva e tratta:

Rimedi naturali

Si può inoltre aiutare l’organismo con dei rimedi naturali, quelli che risultano i più adatti all’organismo e alla situazione della persona.

L’agopuntura senza aghi: la Nutripuntura

Con la Nutripuntura ci poniamo l’obiettivo di fornire quelle informazioni che sono presenti nel corpo umano di ogni individuo già fin dalla nascita e che, per un motivo o un altro, si sono perse nel corso della vita di ognuno di noi. Ecco dunque, noi facciamo in modo di nutrire nuovamente l’organismo umano offrendo appunto un nutrimento endocellulare, fornendo quindi quelle informazioni che ha perso. La Nutripuntura si compone di 38 informazioni endocellulari, o mini-pasticche (assunte per via orale e da masticare secondo le sequenze stabilite per due-tre volte al giorno), e il compito affidatogli è proprio quello di fornire direttamente all’organo carente, o ad un settore specifico, le informazioni elettromagnetiche di cui prima e necessarie per attivare, o riattivare, l’autoregolazione naturale. La loro efficacia, che è precisa come quella degli aghi in agopuntura – ecco perché si chiama Nutripuntura – è immediata per i settori e gli organi che si vogliono andare a sostenere. L’originalità della Nutripuntura, che la distingue dall’omeo “patia” o dall’organo “terapia”, è che la sua azione non è contro un sintomo o una patologia, ma va a favore delle correnti che regolano la salute dell’organismo. Favorendo il flusso di un meridiano permette di rinforzare in qualsiasi momento un settore in difficoltà, senza dover attendere un segnale d’allarme (patologia) da parte dell’organismo: agisce preventivamente a sostegno della vita cellulare.

Identificare i problemi e il primo passo

Quando la nostra automobile non funziona come dovrebbe, la portiamo in officina per farla riparare e descriviamo il problema al meccanico nel modo più chiaro possibile, riferendo per esempio che fatica a mettersi in moto quando fa freddo o che il motore fa uno strano rumore. Il meccanico a sua volta la esamina con un dispositivo appositamente studiato per rilevarne le prestazioni, grazie al quale potrebbe risultare che la miscela di gas e ossigeno è troppo ricca, che la quantità di scarico è eccessiva o che l’accensione è compromessa da un cavo elettrico logoro. La riparazione si baserà quindi sui risultati dei test e, anche, sul denaro che siamo disposti a spendere. La messa a punto del corpo umano funziona pressoché nello stesso modo. Il primo passo consiste nell’identificazione dei punti deboli, quindi vengono valutate le diverse possibilità per la risoluzione dei problemi e optando per il rimedio che offre i risultati migliori testato sulla persona. Una volta circoscritto il problema, ci si può concentrare su altri aspetti.

L’individualità biochimica

Tutti gli esseri umani hanno in comune la stessa costituzione fisica di base (organi interni, trasmissione elettrica degli impulsi, parti del corpo); le medesime sostanze chimiche circolano nei vasi sanguigni, scatenando innumerevoli processi metabolici. Anche i cinque sensi funzionano all’incirca nello stesso modo: l’intensità dei sensi può essere maggiore o minore, ma di norma tutti gli esseri umani sono in grado di distinguere tra cibi dolci e salati, percepire i diversi ritmi della musica e apprezzare le sfumature di un tramonto. Nel contempo, tuttavia, ogni persona è unica. Uno dei maggiori biologi del ventesimo secolo, Roger Williams, ha coniato l’espressione individualità biochimica. Le caratteristiche biochimiche sono assolutamente uniche in ciascun essere umano e ne determinano la personalità e le modalità di interazione con il mondo circostante. L’individualità biochimica nasce da una combinazione tra i geni dell’individuo e l’ambiente in cui questi vive (natura e alimentazione); questi fattori svolgono un ruolo fondamentale per lo stato di salute e i disturbi a cui siamo soggetti.

Riequilibrio bioenergetico quantistico

Il risultato più importante si ottiene attraverso i riequilibri energetici con SCIO/GIOIABERTHA, che a seconda della situazione da riportare in equilibrio e del quadro generale della persona, sono consigliati una volta al mese almeno i primi tre o quattro. Dopo il riequilibrio e aver valutato i settori deboli dell’organismo, come carenze di vitamine o minerali, oppure eccessi, si procede al test dei rimedi naturali che rispondono al meglio alla persona, che come ho riscontrato risultano essere diversi da una persona ad un altra, anche se si tratta dello stesso problema.

Per maggiori informazioni e/o per prenotare il tuo check up quantistico, contattaci senza esitare. Saremo lieti di aiutarti.

Le informazioni qui riportate hanno solo il fine di operare una informazione, non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.

Operatore specializzato Luigina Bernardi

Bibliografia:

  1. Salute naturale Extra – Riza – mensile luglio 2014 – articolo “Via la ritenzione e sei subito magra”;
  2. Patrick Vèret, Yvonne Parquer – giugno 2007, “Manuale di Nutripuntura” – Tecniche Nuove;
  3. fonti web progettobenesserecompleto.it e gioiabertha.it

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