Biofeedback: che cos’è e come funziona

Soffri di stress, ansia, insonnia o mal di testa ricorrenti? Quando l’uso massiccio di farmaci e lunghe terapie si rivelano poco efficaci nel tempo, può essere utile affrontare tali disturbi con il biofeedback. Ecco di cosa si tratta, come funziona e perché è il metodo più efficace contro lo stress.

Che cos’è il biofeedback

La parola biofeedback significa letteralmente restituzione delle informazioni, ovvero «feedback», sull’attività biologica,«bio».
Oggi con biofeedback si fa riferimento ad una serie di strumenti elettronici capaci di fornire importanti informazioni sui processi fisiologici del corpo. Esso è usato per misurare parametri importanti per la nostra salute psicofisica, come la tensione muscolare, i ritmi elettroencefalografici, la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e monitorarne i cambiamenti.

A cosa serve e come funziona


Il nostro organismo interagisce continuamente con l’ambiente esterno attraverso l’elaborazione di comportamenti adattativi, cioè di meccanismi di autoregolazione, tuttavia solo pochi di questi processi sono gestiti consapevolmente dal soggetto. Nella maggior parte dei casi i processi fisiologici avvengono automaticamente e indipendentemente dalla nostra volontà. Con il supporto del biofeedback è possibile tenere sotto controllo funzioni che normalmente rispondono a stimoli esterni in maniera automatica, si tratta infatti di uno strumento pensato e ideato per darci la possibilità di osservare i cambiamenti fisiologici, anche quando questi sono automatici, e di intervenire per regolarli ed equilibrarli.

Strumenti estremamente precisi misurano e mostrano in tempo reale, sul monitor di un computer, i dati estrapolati dalla nostra analisi psicofisica. Attraverso tale monitoraggio costante di ciascuna funziona fisiologica che si vuole analizzare, e mediante la rilevazione e l’osservazione del suo andamento, è possibile individuare quali atteggiamenti fisici e/o emotivi siano associati alle modificazioni di tale attività, rendendo così possibile modificare qualsiasi funzione agendo indirettamente e volontariamente sui fattori ad essa associati.

Il biofeedback dunque dà la straordinaria possibilità di migliorare la propria salute e le proprie prestazioni imparando ad autoregolare le proprie funzioni corporee. È un processo finalizzato all’apprendimento, un trattamento che potremmo definire di autoeducazione, capace di portare benessere sia fisico che psicologico su cui si basa il Check up quantistico completo.

Biofeedback e trattamento contro lo stress

Una delle ragioni principali che ha consentito la rapida diffusione dei trattamenti di biofeedback, è la sua potenziale applicazione in disturbi clinici di diversa natura. Tra gli ambiti più specifici di intervento vanno segnalate tutte quelle disfunzioni dovute allo stress e all’ansia, da non sottovalutare, soprattutto in questo periodo di pandemia mondiale.

Lo stress psicofisico modifica la secrezione di molti ormoni, in primis di adrenalina, che stimola l’attività cardiaca, e cortisolo, che regolando il metabolismo dei carboidrati, fa aumentare la glicemia. Ecco perché in caso di stress cronico, ovvero prolungato nel tempo, è fondamentale rieducare il nostro organismo e aiutarlo a rilassarsi al fine di evitare problematiche, anche molto gravi, nella sfera psicofisica.

Ma quando siamo veramente sotto stress?
Ebbene capita spesso che non ce ne accorgiamo neppure. Lo stress come tutti i “demoni” peggiori, si maschera e non è facile riconoscerlo. Ecco perché il grande beneficio del biofeedback è innanzitutto quello di renderci consapevoli delle situazioni in cui il nostro corpo soffre. Una volta comprese tali dinamiche è possibile mettere in atto degli esercizi che spostino il pensiero dal problema al respiro, ripeterli e attivarli in modo automatico in qualunque situazione provochi stress, evitando così la tensione muscolare e l’ansia.

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