L’equilibrio è benessere: l’importanza del PH per la nostra salute

Il pH regola il benessere psico-fisico. Cosa significa? Capita a volte di non sentirsi troppo in forma e di finire per abituarsene. Dietro spossatezza, poca energia, mal di testa ricorrenti spesso si nascoste un disequilibrio del PH acido basico. In quest’articolo tanti informazioni utili su come funziona il bilanciamento all’interno del corpo e come questo ci possa aiutare a stare meglio.

L’equilibrio acido-alcalino: sei arancione o azzurro?

La vita è assicurata dall’equilibrio degli opposti, come ying e yang, positivo e negativo, giorno e notte, simpatico e parasimpatico, acido e alcalino. Ciascun opposto non può esistere senza l’altro.
Scopriamo come il pH e, quindi, l’equilibrio acido-alcalino nel nostro organismo sia fonte di benessere. Una sua alterazione causa acidosi, distrubo alla base di tatissime comuni malattie.  A scuola ci facevano usare la cartina tornasole durante gli esperimenti di scienze.Se la cartina era arancione, la soluzione era acida; se azzurra, era basica. Così vale anche per noi. Si tratta di capire se il nostro organismo è in equilibrio tra questi due colori o meno.
Per misurare l’acidità o la basicità di un liquido si utilizza la scala pH (potenziale idrogeno), che riflette la concentrazione degli ioni di idrogeno (molecole caricate positivamente) in qualunque sostanza o soluzione. Secondo tale scala il pH neutro è 7, quello acido è inferiore a 7, quello alcalino/basico superiore.
Per la nostra salute, l’equilibrio tra sostanze acide e alcaline, ambedue necessarie per la regolazione metabolica, rappresenta un fattore fondamentale; si sottovaluta spesso questo aspetto.
Solo con un valore pH del sangue tra 7,35 e 7,45 il nostro corpo può essere sano e vitale.

Come verificare il livello del pH delle urine

Il metodo più tradizionale e semplice per valutare il pH delle urine consiste nell’immergere una cartina al tornasole in un campione di urine fresche.
In pratica, si utilizza una strisciolina di carta contenente un colorante di origine naturale, che gli conferisce la capacità di virare dal verdino (a pH neutro) alle varie tonalità del rosso (in ambiente acido, pH < 4,4) e del blu (ambiente basico, pH > 8,0).
La cartina al tornasole rappresenta quindi un ottimo indicatore di pH, basta confrontare la colorazione ottenuta con la relativa scala cromatica di riferimento.
In campo medico, il pH urinario viene monitorato allo scopo di valutare l’esistenza di disordini sistemici di tipo acido/base, di origine metabolica o respiratoria. Inoltre, è importante nel monitoraggio di tutti quei pazienti che per determinate ragioni devono mantenere uno specifico pH delle proprie urine. È il caso, ad esempio, delle persone a rischio di calcoli renali, quando il pH urinario si discosta molto dal valore “ideale” (6.0/7.0 a seconda degli autori).
Urine acide sono associate a calcoli di cistina, xantine ed acido urico, mentre in presenza di urine basiche aumenta il rischio di concrezioni renali di fosfato di calcio, calcio carbonato, magnesio fosfato, ecc. I calcoli di ossalato di calcio si sviluppano maggiormente in ambienti urinari neutri o alcalini.

Si nasce alcalini e si muore acidi

L’acidità decompone le nostre cellule, tanto è vero che il bambino nasce alcalino e l’anziano muore acido.
Gli acidi alimentari e metabolici conducono alla trasformazione e alla proliferazione dei microrganismi nei corpi viventi. Questo processo è messo in moto sin dall’infanzia, a cominciare dallo svezzamento, in considerazione anche della pessima alimentazione acidificante che facciamo fare ai nostri bambini. Di conseguenza, l’organismo inizia a creare depositi di acidi nel corpo. La verità che continuano a tenerci nascosta è che i sintomi sono solo i segnali di una iperacidità, e che ogni malattia è una condizione di acidità generale e di fondo.
Al manifestarsi della malattia, i patogeni esterni sono semplicemente testimoni di questa condizione acida, perché ciò che invade il corpo dall’esterno può solo contribuire ad uno stato di squilibrio, determinato in modo primario dai germi già presenti nel nostro corpo, che si trovano nel connettivo (detto anche tessuto intercellulare o mesenchima).
I germi esterni possono, quindi, stimolare solo sintomi secondari, mentre quelli interni sono l’espressione della condizione di fondo che provoca le malattie, cioè l’iperacidità e la conseguente proliferazione eccessiva ed evolutiva di microrganismi.
I 40.000 nomi delle cosiddette malattie sono semplicemente una collezione di sintomi che rappresentano le modalità creative e intelligenti dell’organismo per tenere l’acido concentrato in alcune aree del corpo meno vitali, lontano dal sangue. Se tutto questo acido raggiungesse direttamente il sangue, potremmo morire in poche ore!
Ancora una volta vediamo come un buon equilibrio del pH sia strettamente legato al benessere psico-fisico.

Le fasi di evoluzione dell’acidosi tissutale

L’acidosi tissutale rappresenta la causa fondamentale della maggior parte di disturbi legati alla vita moderna, alle ossa, alle articolazioni, ai tendini e ai problemi di ernia al disco.
Tra l’altro, dal grado di acidosi tissutale dipende spesso l’efficacia e la produzione di ormoni ed enzimi (prodotti dall’organismo stesso).
Sono quattro le fasi attraverso cui passa l’aggravamento di un’acidosi tissutale:

  • deposito: formazione di cisti, verruche, fibromi, dermatiti ecc.;
  • impregnazione: con danni a tessuti e organi;
  • degenerazione: lesioni profonde ad organi e tessuti;
  • fase neoplastica o di differenziazione: ultimo tentativo dell’organismo di isolare le tossine.

Nei casi di degenerazione neoplastica (cancro) il riequilibrio del pH diventa di fondamentale importanza per il nostro benessere.

Cibi alcalini e acidi

I cibi saturi di elettroni o ioni idrossido, OH, sono alcalini, mentre quelli saturi di ioni idrogeno, protoni, o H, sono acidi.
I cibi alcalini sono pieni di elettroni, cioè di energia elettrochimica, che è l’energia con cui il corpo funziona. Essi forniscono al corpo energia proprio per mezzo degli elettroni; i cibi acidi, invece, lo privano di energia elettrochimica. Questo succede anche nelle batterie: quelle alcaline nuove sono piene di energia in quanto sature di elettroni, mentre le batterie esauste sono state svuotate di elettroni e sono acide, cioè piene di protoni.

Sintomi dell’acidosi

Il pH del nostro sangue è circa 7,36, leggermente alcalino, e varia con un range molto ristretto, che va da 7,35 a 7,45; il valore ottimale viene mantenuto grazie a sistemi cuscinetto che l’organismo possiede per bilanciare gli alimenti e le bevande acidificanti che introduciamo per nutrirci, per trattenere quindi queste “ondate acide” ed evitare che avvengano alterazioni importanti dei valori del pH ematico.
Affinché il sistema cuscinetto funzioni, l’organismo rilascia sostanze minerali alcaline per neutralizzare gli acidi.
Questi sistemi cuscinetto, specie negli anziani, non sempre riescono a neutralizzare il surplus di acidità, per cui i residui acidi, se non eliminati, provocano uno stato del terreno biologico che prende il nome di acidosi che determina, nel tempo, l’esaurimento delle riserve di minerali e l’inefficienza del sistema cuscinetto.
In questo modo, gli acidi eccedenti non possono più essere neutralizzati e, depositandosi nei tessuti, provocano una serie di sintomi non peculiari come, ad esempio:

  • apparato gastro-enterico: pirosi e iperacidità gastrica, sensazione di pienezza, dispepsia, flatulenza, sonnolenza postprandiale;
  • cute: seborrea, eczemi, eruzioni cutanee, micosi, perdita dei capelli, debolezza delle unghie, pruriti;
  • sistema nervoso: palpitazioni, ansia, cefalea, irritazione, nervosismo, astenia;
  • apparato osteo-articolare: dolori muscolo-scheletrici, infiammazioni (artriti), osteoporosi;
  • sistema endocrino: disfunzioni tiroidee, alterazioni della tolleranza glucidica, irregolarità mestruali.

Se il pH del sangue va sotto 6,8 o sopra 7,8 le cellule non funzionano più e la persona muore.

Le sette fasi in cui si rivela l’acidità

Quando il sangue si trova di fronte ad un eccesso di acido, comincia ad estrarre i minerali alcalini dai tessuti per controbilanciarlo; se non ce ne sono quantità insufficienti nella dieta o nelle riserve corporee, potrebbero essere sottratti al sangue (sodio o potassio), alle ossa e alle cartilagini (calcio) o ai muscoli (magnesio), dove sono necessari. Se il sovraccarico di acido oltrepassa la capacità sanguigna di bilanciarlo, l’acido in eccesso viene scaricato nei tessuti come deposito.
Questo processo di rivela attraverso sette fasi:

  • perdita di energia;
  •  irritabilità della mucosa dei visceri, come nel colon irritabile o spastico;
  • produzione di muco e congestione delle mucose;
  • infiammazione cronica;
  • sclerosi (indurimento) dei tessuti molli, che crea connettività, fibromialgia, placche arteriose;
  • ulcerazione delle mucose;
  • degenerazione dei tessuti (diabete, cardiopatie, ictus, sclerosi multipla, tumori).

Riequilibrare il Ph con la medicina quantistica

Alleata della medicina allopatica (la medicina tradizionale), la medicina quantistica interpreta la persona nel suo insieme di corpo, mente e spirito.
Lo specialista in medicina quantistica, attraverso una corretta interpretazione dei dati raccolti, utilizzando sofisticati strumenti di rilevazione frequenziali-quantistici, è in grado di delineare un’analisi complessiva dello stato di salute della persona esaminata.
Con questo quadro generale si possono accertare le origini dei malesseri e degli stati di malattia e pianificare una specifica strategia di intervento basata sull’utilizzo di metodiche, pratiche “dolci”, attraverso l’uso di sostanze naturali quali la Nutripuntura, i fiori per la floriterapia o la fitoterapia, e ancor di più riequilibrare i valori che non sono nella norma nell’organismo. Lo strumento più efficace è senza dubbio il Check up quantistico completo.

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Bibliografia e altre fonti
  1. Robert O. Young, PhD Shelley Redford Young, “Il miracolo del pH alcalino” – Bisedizioni, a. 2010;
  2. Prof. Ivo Bianchi, “Medicina Naturale”, Volume 2 – Ed. Mos Maiorum 2°, a. 2011;
  3. Dr. Francesco Oliviero, “Manuale del Ben-essere” – Nuova IPSA Editore, a. 2013.
  4. Patrick Vèret, Yvonne Parquer, “Manuale di Nutripuntura Fisiologia e informazione cellulare” – Ed. Tecniche Nuove, a. 2007.
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