Il linguaggio del corpo e le sue memorie

Spesso la manifestazione della malattia non è nient’altro che un mezzo di cui si serve il corpo per fare emergere memorie dimenticate. Potremmo definire la malattia anche come “crisi di autoguarigione” dal momento che è possibile leggere un disturbo come una reazione del corpo che, con la sua vitalità, cerca di eliminare le tossine fisiche ed emotive nel tentativo di liberarsi da memorie e credenze limitanti. Alla luce di ciò, quello che pare necessario fare per ritrovare il benessere, più che intervenire sui sintomi, è cercare di introdurre nel nostro organismo informazioni coerenti e armonizzanti, ed è questo il territorio si cui si muove la bioenergetica quantistica. Qual è il legame esistente tra le memorie, spesso inconsce e malattia? In quest’articolo tante informazioni per approfondire l’argomento.

Tutto è energia

Tutta la realtà è basata su questo assioma, fondamentale per comprendere la vita. Nell'universo tutto è energia, che arriva al nostro sistema corporeo sotto forma di informazione. La concezione di un mondo oggettuale statico e inerte, dominato dal caos senza senso, sta cedendo il passo ad una visione del mondo come “flusso coerente di informazioni”, ovvero di interazioni vibratorie che ci fanno sentire parte integrante e interconnessa all’intero universo. Viviamo immersi nell’informazione, tutto ciò che esiste, fin dalle più piccole particelle subatomiche, è energia organizzata che produce informazioni che noi percepiamo  comprendiamo memorizzandole dentro il nostro corpo fisico e a livello subconscio.

Credenze e memorie

Siamo inseriti in un campo di energie, comunicazioni, scambi reciproci che determinano la nostra vita. Ogni evento rappresenta per l'individuo uno stimolo, anche se non compreso dalla mente conscia, che produce inevitabilmente una risposta e che crea una memoria corporea.
Quello che non sappiamo è che in ogni esperienza che noi viviamo, non solo la mente comunica con il corpo e incide in esso le proprie emozioni, ma ricicla continuamente i contenuti della memoria, specialmente gli aspetti negativi e dolorosi, creando dei blocchi che ci impediscono di evolvere non permettendo lo sviluppo armonico della vita. Emozioni, vissuti, pensieri, agiscono nell'alchimia dei nostri corpi, creando una realtà personale nella quale arriviamo ad essere il risultato di memorie biologiche, di condizionamenti famigliari e sociali, oltre che del nostro modo di decodificare i dati relativi a ciò che ci succede. I diversi contenuti della nostra memoria ci spingono alle reazioni che abbiamo nel quotidiano, e capita che queste siano del tutto inconsapevoli, risposte inconsce ad uno schema che reiteriamo. Ecco che spesso, del tutto inconsapevolmente, ci troviamo a vivere la vita che gli altri hanno scelto per noi, limitandoci a reagire automaticamente agli stimoli che riceviamo, in balia degli eventi altrui che bloccano, fanno disperdere le nostre energie vitali e creano malattia.

Come funziona la memoria cellulare

Ognuno percepisce la realtà attraverso il filtro delle proprie credenze e le memorie dei propri vissuti. Dalla sintesi tra ciò che è percepito e ciò che è immaginato nasce l' interpretazione finale dell'evento, ciò che la memoria fissa e considera come vero, nonostante si tratti di interpretazione. Ecco perché in molte persone possono scatenarsi reazioni allergiche anche al solo pensiero di essere venute a contatto con un allergene: la sola memoria, collegata al pensiero, può creare dal nulla delle reazioni molecolari. E ancora, è sufficiente che un soggetto evochi il ricordo di un incidente personalmente subito perché si scatenino le stesse reazioni neurovegetative, endocrine e immunitarie comparse al momento del trauma. Ogni essere umano è “memoria”: memoria filogenetica, che porta in sé un lungo cammino dell'evoluzione della vita sul pianeta, e memoria ontogenetica, relativa alla singola persona vivente.
La memoria si stratifica nel corpo, a tal punto che i nostri comportamenti sono radicati nei ricordi profondi che la mente cosciente tende ad annullare, ma che rimangono indistruttibili nel corpo fisico. Ciò accade perché mentre la mente funziona secondo una dinamica continua di apprendimento e di cancellazione di dati informazionali,il corpo non dimentica nulla e conserva nelle proprie cellule ogni evento, oggetto, visione, pensiero, sguardo, parola fino ad arrivare al punto di schiacciare con il suo enorme peso il nostro essere, e farci ammalare. Ogni parola, ogni gesto, ogni azione sono il risultato di un processo fisico che si è stabilizzato nel corpo.

I blocchi energetici

Il corpo è la memoria vissuta degli eventi passati, è un immenso oceano di ricordi. In esso confluiscono le esperienze della nostra attuale esistenza, le tracce emozionali della vita prenatale vissuta nel grembo materno e di quelle precedenti il nostro concepimento. Gli eventi accaduti in un lontano passato possono ancora influire nel nostro presente, le vecchie ferite condizionano il nostro comportamento come se fossero state inferte ieri, e talvolta il loro potere aumenta con il passare del tempo. La memoria cristallizza il ricordo dell'evento traumatico e lo colloca in una determinata area corporea creando li, dei blocchi energetici in cui l’energia non è libera di scorrere. Il grande vantaggio della medicina quantistica è proprio quello di riuscire, grazie al biofeedback, a sciogliere le informazioni antiche che creano energia densa e bloccata e a ripristinare il libero flusso dell'energia all'interno del corpo, ostacolato dalla densità delle memorie relative ai conflitti che non sonostati elaborati nel passato.
La persistenza nel tempo di una percezione legata ad un evento stressante può strutturarsi progressivamente, trasferendosi prima in sintomi e poi in malattie.
Per noi esseri umani è molto più facile trattenere un segnale di dolore che di piacere, perché in tal modo si sono perfezionati nel corso dell'evoluzione i nostri sistemi di difesa, al fine della sopravvivenza dell'individuo e della specie. Per questo è più facile ricordare a distanza di molti anni l'episodio di un singolo schiaffo ricevuto durante l'infanzia che le mille carezze di chi ci ha amato.

Come ritrovare il benessere

Per intervenire sia a livello fisico che emozionale, lavorando sulle memorie cellulari, lo strumento più efficace è il Check up Bioenergetico-Quantistico associato al Counseling. In questa sessione agli strumenti del Check up completo vengono accostati alle risorse del Counseling che garantiscono al cliente una più completa visione d’insieme delle proprie mappe emotive, evolutive e spirituali. Grazie alla sessione di Check up quantistico + Counseling è possibile riqualificare i dati emersi da Gioia Bertha® e svilupparli in modo fluido e comprensibile, stimolando l’intelligenza emotiva e l’attivazione alla salutogenesi. La grande capacità del Counselor è quella di stimolare il cliente attraverso dalle domande, e attivare il suo “guaritore interiore”, portando a galla aree che vivevano nel mondo sommerso per essere accolte, accettate, capite e infine, integrate. La grande accelerazione che in tal modo ne beneficia porta argini di miglioramento evidenti fin da subito, poiché la coscienza del cliente si espande, ed egli è in grado di farsi domande sempre più aderenti e trovare da sé nuove risposte a situazioni limite, che prima producevano sofferenza.
Questa formula, che vede due professioniste, Luigina e Monia, lavorare affianco, è consigliata a tutti e raccomandata in special modo a chi, affetto da squilibri energetici rilevanti, complessi, pesanti o cronici, desidera liberarsi da cliché che mantengono attivi atteggiamenti poco utili e ripetitivi.

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Bibliografia
  • Manuale del Ben-essere – Aut. Francesco Oliviero – Nuova Ipsa Editore
  • Medicina Energetica – di James Oschaman – Ed. Macro
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