Ippocrate affermava che “tutte le malattie hanno origine nell'intestino”. Attualmente la ricerca scientifica rende sempre più vera questa affermazione. Negli ultimi anni sono molti gli studi dedicati al microbiota intestinale, vista l'enorme importanza che riveste per la salute. Gli studi dimostrano che alterazioni del microbiota sono associate a un gran numero di malattie, si parla di associazione perchè non è ancora chiaro se le alterazioni che si riscontrano siano la causa o l'effetto di una particolare condizione o patologia. Il corpo è sano se il microbiota è sano.
L’insieme di tutti i microrganismi presenti nell’intestino, buoni e cattivi, costituisce la nostra flora batterica intestinale, più correttamente chiamata microbiota. L’origine del microbiota intestinale risale al momento del parto. Durante la vita intrauterina, infatti, l’intestino del feto è completamente sterile. La sua colonizzazione da parte di batteri, sia buoni che cattivi, avviene fin dai primi istanti di vita. Il canale del parto attraverso cui passano i neonati è ricco di microorganismi appartenenti
alla madre, che si trasferiscono inevitabilmente al bimbo, iniziando l’attività di colonizzazione.
Sembra che l’allattamento al seno favorisca un migliore sviluppo del microbiota, che si evolve nel tempo e si completa progressivamente durante il corso della vita, fino alla terza età, periodo in cui si è più soggetti alle sue possibili alterazioni. Il microbiota intestinale svolge funzioni fondamentali per mantenere l’eubiosi, ovvero l’equilibrio fisiologico fra i microrganismi che coabitano nella mucosa intestinale. Noi non siamo soli: il corpo umano è colonizzato da una flora microbica fisiologica (batteri, funghi, virus) in molte aeree che, a seconda di dove si trovano prendono il nome di microbiota orale, cutaneo, vaginale, gastrico, dell'intestino tenue, del colon e cosi via. Un microbiota in equilibrio e robusto permette di mantenere la salute dell'intestino e ciò si ripercuote sullo stato di salute di tutto il corpo. Possiamo quindi intuire che mantenere un intestino in buona salute sia fondamentale per avere una vita sana e piena.
Molte persone soffrono di colon irritabile o disturbi digestivi non rilevati (e non rilevabili) dai normali esami diagnostici. Per tutti questi disturbi definiti come psicosomatici, che pur danneggiando in modo anche serio la qualità della vita di chi ne soffre, molto spesso non vi è soluzione con alcun tipo di terapia classica. Fortunatamente il problema oggi può essere compreso e risolto attraverso strumentazioni di bioenergetica quantistica capaci di cogliere anche impercettibili squilibri dell’organismo e portarli alla regolazione, sia che si tratti di stress, o di carenze alimentari, intolleranze, ecc.
E’ importante inoltre ricordare che sebbene le cause principali di questo disturbo siano la tensione psichica e gli squilibri emotivo viscerali, l'alimentazione riveste un ruolo importante nel prevenirlo e nel curarlo. L'alimentazione per chi soffre di intestino irritabile varia, dal momento che alcuni alimenti possono essere irritanti per un individuo e non per un altro, ma devono essere valutati.
A livello scientifico lo stato di benessere può essere pensato come una comunicazione armonica all’interno del nostro organismo. Quando tale comunicazione, fatta di segnali elettromagnetici viene disturbata, a causa di stress, flora intestinale in squilibrio, disturbi alimentari e molto altro, si verifica un cortocircuito che provoca malattia. Il Check Up di Medicina quantistica è in grado di rilevare la comunicazione disarmonica e trattarla con terapie di riequilibrio energetico.
E' capitato a tutti di sopportare alcuni dolori senza dar loro troppa importanza un po' per pudore a parlare di certi argomenti e un po' perché li sottovalutiamo. Invece dobbiamo imparare a considerarli segnali di allarme che ci indicano che il nostro microbiota non è in salute e, come abbiamo visto, ciò si ripercuote negativamente su tutto il nostro organismo e spesso anche sull'umore. In molti casi l'alimentazione potrebbe essere risolutiva migliorando la composizione del microbiota fornendo un sostegno funzionale al sistema nervoso enterico che regola la periltalsi intestinale, ottimizzando le funzioni digestive. Ma quali sono questi spiacevoli disturbi? Si tratta principalmente di:
Un numero sempre più crescente di studi tratta di come le nostre abitudini alimentari, soprattutto in tenera età, influiscano sullo sviluppo e sulla composizione del microbioma intestinale e di come questo a sua volta si rifletta nelle nostre generali condizioni di salute. Nonostante questo galoppante interesse, i meccanismi di collegamento tra cibo, microbioma e funzionalità dell’ospite rimangono ancora controversi e numerose sono ad oggi le incertezze, anche nei quadri clinici precedentemente descritti.
Le funzioni svolte dal microbiota intestinale a favore del nostro benessere sono diverse.Il microbiota ha una funzione protettiva, agisce infatti da barriera selettiva contro la proliferazione dei batteri patogeni: è il meccanismo in base al quale i batteri che vivono all’interno del nostro intestino mantengono la loro presenza evitando la colonizzazione da parte di altri microorganismi ingeriti o già presenti.
Il microbiota intestinale svolge anche un ruolo fondamentale nella regolazione del nostro sistema immunitario determinando la quantità e la qualità della risposta immune del nostro organismo. Il sistema immunologico intestinale viene infatti stimolato e tenuto in allenamento dalla flora batterica, la quale a sua volta viene tollerata dalle nostre difese immunitarie. Il microbiota permette la produzione di alcune fra le vitamine fondamentali per il nostro organismo, come acido folico, vitamina K, vitamine del gruppo B, che avviene a livello intestinale.
I microrganismi del microbiota intestinale svolgono anche una importante funzione digestiva,lavorando incessantemente per permettere l’assorbimento dei nutrienti introdotti con l’alimentazione.
Altra funzione fondamentale svolta dal microbiota è la regolazione della motilità intestinale o peristalsi, determinata anche dal tipo di dieta. La flora batterica stimola infatti le cellule nervose intestinali agevolando il naturale meccanismo di contrazione e rilassamento del colon durante la fase di digestione.
É quindi fondamentale per la nostra salute mantenere e preservare lo stato di eubiosi, ossia di equilibrio della flora batterica intestinale. Lo stato di disbiosi del microbiota intestinale, al contrario può provocare ripercussioni su tutto l’organismo.
Il microbiota intestinale e gli effetti delle sue alterazioni sulla salute umana sono stati molto studiati nel corso degli ultimi anni e sono tuttora argomento di numerosi studi in tutto il mondo. Ad oggi si conoscono diverse malattie associate alle alterazioni microbiche intestinali, quali obesità, diabete, sindrome metabolica, diarrea da antibiotici, malattie infiammatorie croniche intestinali, dislipidemie e molte altre.
Se la disbiosi non viene riportata in una condizione di eubiosi, il disequilibrio del microbiota può portare a uno stato di bassa infiammazione cronica che a sua volta causa l’insorgenza di malattie gastroenteriche che rischiano di diventare croniche.
Per mantenere l’equilibrio del microbiota intestinale è bene curare stile di vita e alimentazione, introducendo sia probiotici che prebiotici, sostanze di cui i probiotici si nutrono che sono contenute normalmente in alcuni alimenti, come le fibre.

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