Cambio di stagione in autunno: sintomi e prevenzione

Cambio di stagione in autunno: sintomi e prevenzione

Ogni autunno ti succede la stessa cosa?
Arrivano le prime giornate più fresche, cambiano le ore di luce, riprendono i ritmi di lavoro e di impegni e, quasi puntualmente, il tuo corpo sembra risentirne.
Può comparire una stanchezza che non passa facilmente, il sonno può diventare meno regolare o meno ristoratore, la digestione può farsi più difficile e l'intestino può tornare a essere più sensibile.
Per alcune persone questo significa gonfiore, pesantezza o irregolarità intestinale.

per altre, il colon irritabile sembra riacutizzarsi proprio nel periodo del cambio di stagione. Possono comparire anche difficoltà di concentrazione, maggiore irritabilità o una sensazione generale di essere meno in equilibrio.
Non significa necessariamente che ci sia una patologia.
A volte, semplicemente, l'autunno mette in evidenza un punto del nostro organismo che è già più sensibile.
E se questo succede ogni anno, forse la domanda non dovrebbe essere soltanto: "Come posso stare meglio quando arrivano i sintomi?"
Potrebbe essere: "Come posso prepararmi prima che arrivino?"

Perché il cambio di stagione può farsi sentire?

Il passaggio dall'estate all'autunno comporta diversi cambiamenti contemporaneamente.
Diminuiscono progressivamente le ore di luce, cambiano temperatura e abitudini quotidiane e spesso si passa da una maggiore libertà estiva a ritmi più organizzati. Anche alimentazione, attività fisica, orari del sonno e gestione degli impegni possono modificarsi.

Il nostro organismo deve quindi adattarsi a nuove condizioni. È un processo naturale, ma non tutti lo vivono nello stesso modo.

Alcune persone attraversano questo periodo senza particolari difficoltà. Altre, invece, riconoscono ogni anno gli stessi segnali: il sonno peggiora, l'energia diminuisce, la digestione diventa più lenta oppure l'intestino comincia a dare nuovamente qualche problema.

Le variazioni stagionali possono coincidere con un aumento di disturbi digestivi e intestinali in persone predisposte, anche se non è corretto affermare che il semplice cambio di stagione sia la causa del colon irritabile. Nel caso del colon irritabile, infatti, diversi fattori possono contribuire alla comparsa o all'accentuazione dei sintomi, compresi stress e cambiamenti nelle abitudini.

Per questo è importante osservare il proprio schema personale, invece di cercare un rimedio uguale per tutti.

Il tuo "punto debole" può essere sempre lo stesso

C'è un aspetto che considero particolarmente importante quando si parla di cambio di stagione.
Una persona può stare bene per gran parte dell'anno e avere, proprio in determinati periodi, una maggiore sensibilità.

Per qualcuno è l'intestino. Per qualcun altro è la digestione. Per altri ancora sono il sonno, l'energia, la capacità di concentrazione o il tono dell'umore.

Il punto non è stabilire che l'autunno "fa male" al nostro organismo. Il punto è riconoscere come reagiamo noi al cambiamento.

Se, per esempio, ogni anno tra settembre e ottobre il tuo intestino diventa più delicato, non è detto che tu debba aspettare che il problema si ripresenti nella sua forma abituale per occupartene.
Se sai già qual è il tuo punto di sensibilità, puoi iniziare a prestargli attenzione prima.

Ed è proprio qui che entra il concetto di prevenzione.

Perché aspettare i sintomi?

Spesso ci occupiamo del nostro benessere quando qualcosa ha già iniziato a disturbarci.

È comprensibile: finché stiamo bene, tendiamo a non pensarci.

Ma quando un determinato schema si ripete ogni anno, possiamo imparare a riconoscerlo.
Se sai già che il cambio di stagione rappresenta per te un momento delicato, puoi scegliere di prepararti in anticipo.

Nel mio lavoro considero utile, quando esiste una ricorrenza di questo tipo, iniziare a occuparsi del proprio equilibrio circa 20-30 giorni prima del periodo in cui normalmente compaiono le difficoltà.

Non significa che esista una regola valida per tutti e non significa poter garantire che un determinato disturbo non comparirà.
Significa, piuttosto, non aspettare che il corpo arrivi al punto in cui il disagio diventa evidente per iniziare ad ascoltarlo.

La prevenzione, in questo senso, parte dalla conoscenza di sé.

Come prepararsi al cambio di stagione

Prepararsi all'autunno non significa necessariamente ricorrere a un prodotto o a un rimedio specifico. Significa prima di tutto creare le condizioni che aiutano l'organismo ad affrontare il cambiamento.

Alimentazione equilibrata, corretta idratazione, movimento regolare, sonno adeguato e una buona gestione dei ritmi quotidiani rappresentano una base importante. Anche l'esposizione alla luce naturale e la regolarità degli orari possono aiutare ad accompagnare il passaggio verso la nuova stagione.

Ma c'è un altro elemento che spesso viene trascurato: conoscere il proprio modo di reagire.

Se ogni anno compaiono gli stessi segnali, vale la pena chiedersi:
Quando iniziano solitamente?
Sono sempre gli stessi?
Coincidono con un particolare periodo dell'anno?
Qual è la prima cosa che noto?
Ci sono cambiamenti nelle mie abitudini che possono contribuire?
Cosa succede quando intervengo prima?

Queste osservazioni possono diventare informazioni preziose.

Non sei tu a dover interpretare tutto da solo

Quando una persona racconta di stare peggio durante il cambio di stagione, non è sufficiente fermarsi al sintomo. La stessa stanchezza può avere significati diversi.
Lo stesso disturbo digestivo può inserirsi in situazioni personali differenti.

E anche quando due persone riferiscono un problema simile, non è detto che abbiano bisogno dello stesso percorso.

Per questo, nel mio lavoro, il primo passo è ascoltare la persona. Non è il cliente che deve cercare di interpretare da solo tutto ciò che sente. È attraverso il confronto e l'ascolto che posso raccogliere ciò che racconta, comprendere la sua situazione e utilizzare la mia esperienza e la mia strumentazione per costruire un percorso personalizzato di benessere.

Prima ascolto te. Poi scelgo come utilizzare la mia esperienza e la mia strumentazione nel tuo percorso.

La tecnologia, quindi, non sostituisce l'ascolto. È uno strumento che, inserito all'interno di un percorso personale, può affiancare l'esperienza e l'osservazione.

In base alla situazione, nel mio lavoro posso utilizzare anche le metodiche che fanno parte del mio approccio, tra cui la Biorisonanza con Gioiabertha Quex S e la Nutripuntura.

L'obiettivo non è applicare automaticamente lo stesso metodo a tutti, ma valutare la persona e il percorso in modo individualizzato.

Prevenire significa conoscere il proprio schema

Forse il modo più semplice per affrontare il cambio di stagione è smettere di viverlo come qualcosa che arriva improvvisamente.
Se ogni anno riconosci lo stesso schema, hai già un'informazione importante.
Sai che quello è il periodo in cui il tuo organismo può diventare più sensibile.
E allora puoi scegliere di non aspettare.
Puoi iniziare prima a osservare le tue abitudini, prestare maggiore attenzione al riposo, all'alimentazione, all'attività fisica e a ciò che normalmente precede la comparsa dei tuoi disturbi.
E, se senti di avere bisogno di un confronto personalizzato, puoi parlarne con qualcuno che sappia ascoltare ciò che stai vivendo e aiutarti a costruire un percorso adatto alla tua situazione.
Il cambio di stagione non è necessariamente il problema. Può essere il momento in cui il tuo punto di sensibilità si fa sentire.
Se sai già qual è, perché aspettare che compaia il disagio?

Cambio di stagione in autunno: le domande più frequenti

Quali sono i sintomi del cambio di stagione in autunno?

I disturbi possono essere diversi da persona a persona. Tra quelli più frequentemente associati al periodo autunnale troviamo stanchezza, sonno meno regolare, difficoltà di concentrazione, cambiamenti dell'umore e disturbi digestivi o intestinali.

Perché il colon irritabile può peggiorare in autunno?

Il cambio di stagione non è di per sé una causa del colon irritabile. In alcune persone, però, il passaggio stagionale può coincidere con un periodo di maggiore sensibilità, anche per i cambiamenti di ritmo, alimentazione, sonno e stress. Per chi soffre già di colon irritabile, riconoscere i propri fattori scatenanti è particolarmente importante.

Come prepararsi al cambio di stagione?

È utile partire dalle basi: alimentazione equilibrata, idratazione, movimento, sonno regolare e attenzione ai propri ritmi quotidiani. Se sai che ogni anno compare lo stesso problema, può essere utile iniziare a osservare e sostenere il tuo benessere prima del periodo abituale di difficoltà.

Quanto prima iniziare a occuparsi della prevenzione?

Non esiste un periodo uguale per tutti. Nel mio approccio, quando una persona riconosce una ricorrenza stagionale, considero utile iniziare a occuparsene circa 20-30 giorni prima del momento in cui normalmente compaiono i disturbi.

Quando è importante rivolgersi al medico?

Se i sintomi sono nuovi, persistenti, intensi o particolarmente preoccupanti, è importante parlarne con il proprio medico e valutare l'eventuale necessità di un approfondimento. Un percorso di benessere personalizzato non sostituisce la diagnosi o la terapia medica.

Non aspettare che il tuo corpo te lo ricordi

Se ogni autunno sai già cosa succede: il sonno cambia, l'intestino diventa più sensibile, la digestione rallenta o l'energia diminuisce, forse questo è il momento giusto per cambiare approccio.
Non aspettare necessariamente il sintomo.

Raccontami cosa succede ogni anno nel tuo cambio di stagione.

Ascolterò la tua situazione, valuterò insieme a te il tuo punto di sensibilità e, sulla base della mia esperienza e degli strumenti che fanno parte del mio lavoro, potremo individuare un percorso personalizzato.

Prenota una consulenza con Luigina Bernardi. Se il tuo cambio di stagione arriva ogni anno nello stesso modo, possiamo iniziare a occuparcene prima.

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