Sindrome metabolica: le cause e i rimedi per prevenire questa epidemia silenziosa

Con il termine “sindrome metabolica” non si fa rifermento a una singola patologia, quanto piuttosto a un insieme di disturbi che includono ipertensione, sovrappeso, valori anomali di trigliceridi e colesterolo e insulino-resistenza. Ad oggi la sindrome metabolica interessa il 50% degli adulti tra i 45-60 anni, un dato già allarmante, in crescita nei prossimi anni a causa dell'aumento dell'obesità infantile. Quali sono le cause? Quali i sintomi? Come prevenire la sindrome metabolica e tutte le patologie collegate? Il Check up energetico può aiutarti? Quali i rimedi naturali sono più indicati?

Che cos’è la sindrome metabolica

In ambito medico si definisce come “sindrome metabolica” quell’insieme di disturbi clinici che comportano ipertensione, sovrappeso, valori anomali di trigliceridi e colesterolo spesso collegati all’ insulino-resistenza ovvero alla resistenza delle cellule dell'organismo a recepire l'insulina, l'ormone deputato al trasporto del glucosio.
L’insufficienza e livello metabolico di glucosio non è da sottovalutare: l'eccessiva produzione di insulina infatti determina obesità, ipertensione e ipertrigliceridemia, intolleranza al glucosio e prediabete.
La sindrome metabolica presenta un rischio due volte maggiore di sviluppare malattie cardiache e cinque volte maggiore di sviluppare il diabete.

Fegato grasso e sindrome metabolica

L'eccesso di grasso nel fegato causa un rallentamento nel processo di eliminazione dell'insulina, che resta più a lungo nel sangue, generando uno stato di insulino-resistenza. Questa condizione apre le porte all'aumento di peso e alla sindrome metabolica. Obesità, ipertensione, alterazioni nei lipidi nel sangue concorrono tutti alla stessa sindrome metabolica che, a livello epatico, si manifesta come fegato grasso. La steatosi inoltre è spesso associata al diabete e ne rappresenta un importante fattore di rischio. Si calcola infatti che l'80% delle persone affette da diabete abbia anche la steatosi, un mix che può portare la persona anche a patologie più gravi come la cirrosi, il cancro al fegato, malattie cardiovascolari e un aumento del rischio generale di sviluppare tumori.

Sempre più vittime della "Sindrome X"

Di seguito elencati i principali fattori di rischio che indicano la presenza di steatosi epatica, strettamente connessa alla sindrome metabolica, anche conosciuta come “Sindrome X”.

  • pressione arteriosa superiore a 130/85,
  • trigliceridi ematici maggiori di 150 mg/dl;
  • glicemia a digiuno superiore a 110 mg/ di 100 mg/dl secondo l'ADA;
  • colesterolo buono (HDL) inferiore a 40mg/dl negli uomini e a 50 mg/dl nelle donne;
  • circonferenza addominale superiore a 102 cm nei maschi e a 88 cm nelle femmine.

Presi singolarmente questi dati potrebbero non essere considerati particolarmente allarmanti, ma è sufficiente che siano presenti almeno tre delle condizioni elencate per far scattare un campanello d'allarme. La presenza di grasso addominale è senza dubbio una delle spie più frequenti, oltre che più evidenti.
Il rischio di sviluppare la sindrome metabolica aumenta con l'età ed è quasi sempre una diretta conseguenza di stili di vita poco sani (ridotta attività fisica, alimentazione scorretta, abuso di alcol e/o droghe) con cui purtroppo, sempre più spesso devono fare i conti anche bambini e ragazzi.

Omocisteina alta e sindrome metabolica

Elevati livelli di omocisteina sono uno dei più importanti fattori che causano l’insulino resistenza. Se da un lato è stato dimostrato che livelli anormali di questo amminoacido non peggiorano la già molto elevata tendenza all'arterosclerosi delle persone affette da sindrome metabolica, dall’altro l’eccessiva presenza di omocisteina, è un fattore di predisposizione importante alla malattia coronarica. L'omocisteina danneggia l'apparato vascolare creando delle molecole sulfitiche molto tossiche. L'eccesso di omocisteina spesso si forma in situazioni di carenza di vitamina B12, folati, magnesio e vitamina B6.

I disturbi della "Sindrome X"

Nonostante l’elevato rischio di sviluppare diabete e varie patologie cardiovascolari, le persone che soffrono di sindrome metabolica spesso non presentano sintomi evidenti e affermano, per lo più, di "sentirsi bene". Ciò insegna che anche in assenza di sintomi e dolori specifici, dev’essere data particolare attenzione ai diversi fattori di rischio quali obesità addominale, ipertensione, resistenza all'insulina, elevati livelli di trigliceridi nel sangue, bassi livelli di colesterolo Hdl e familiarità con malattie come il diabete, perché possono predisporre allo sviluppo di questa sindrome e rilevarne la presenza.

Come prevenire la sindrome metabolica

Per prevenire la sindrome metabolica è bene agire fin dall’infanzia. E' sconcertante come nella nostra società esistano moltissimi bambini obesi, rimpinzati di cibo spazzatura da mamme indaffarate e nonne spesso troppo apprensive. E’ importante rendersi conto che almeno 1/3 di questi bambini sono affetti da sindrome metabolica e che tra loro le femmine avranno il 35% in più di possibilità rispetto ai maschi di sviluppare, da adulte, il diabete di tipo 2.
La sindrome metabolica va combattuta prima di tutto a tavola, con un'alimentazione a basso contenuto di carboidrati (pane, pasta, pizza, dolci, biscotti) e di zuccheri. Negli adulti è importante tenere controllata anche l’assunzione di alcol e caffeina, che, favorendo picchi glicemici, può aumentare i livelli di insulina. I grassi saturi invece, che si trovano nella carne rossa e nei latticini, incrementano il rischio di diabete e cardiopatie.
In pratica una dieta ricca di carboidrati, se in eccesso rispetto alle necessità organiche, predispone alla sindrome metabolica, tuttavia la tanto osannata dieta a base di proteine scongiura tale problema favorendo però l'evoluzione neoplastica tramite lo stimolo della sintesi epatica di IGF 1. La cosa migliore dunque non è quella di estremizzare la dieta ma di tenere un’alimentazione equilibrata, da calibrare sulla costituzione individuale e sulla specifica predisposizione di ognuno.

Altre buone norme:

  •  mantenere il peso-forma evitando condizioni come il sovrappeso e l'obesità (particolare attenzione deve essere posta nel prevenire l'accumulo di grasso soprattutto a livello addominale);
  • svolgere regolarmente attività fisica, anche leggera;
  • seguire una dieta bilanciata a basso indice glicemico, che preveda consumo di frutta e verdura e una riduzione di cibi e bevande eccessivamente calorici.

Cromo e altri rimedi naturali

Un ruolo di rilievo per la sindrome metabolica è svolto dal cromo. Statistiche e ricerche dimostrano che dieta e antidiabetici orali non hanno dato risultati soddisfacenti, mentre viceversa la somministrazione di cromo si è rivelata utile nella riduzione dei valori sia di colesterolo che di glucosio. Ricerche israeliane hanno addirittura dimostrato la possibilità di regressione di placche aterisclerotiche grazie alla sua somministrazione. Questo elemento minerale è parte integrante della molecola del Glucose tolerance Factor ed almeno 500 lavori pubblicati su Pub Med parlano del rapporto tra carenza di cromo biodisponibile e sindrome metabolica.
La carenza di questo minerale può verificarsi in relazione a:

  • scarso apporto dietetico;
  • aumento nelle perdite;
  • iperinsulinemia che ne riduce la concentrazione;
  • terapie estro progestiniche

Un altro minerale importante è il magnesio, in quanto cofattore di più di 300 sistemi enzimatici. La sua carenza comporta un aumento dell'insulino-resistenza, così come un'aumentata contrazione della muscolatura liscia e un’accentuata aggregazione piastrinica. Deficit di magnesio sono stati messi in relazione anche con dislipidemie e disturbi cardiovascolari cronici (l'ipertensione in particolare), oltre che con il diabete di tipo 2 e problematiche connesse (es. retinopatia, trombosi, obesità, ulcerazioni ai piedi nelle persone diabetiche, ecc.) e in termini più generali, con la sindrome metabolica.

Altri ottimi integratori sono:

  • Zinco: il diabete altera l'omeostasi dello zinco in diversi modi, ma l'iperglicemia in particolare sembra essere responsabile di un'autentica perdita di questo minerale a livello renale e di una conseguente diminuzione dello zinco nell' intero organismo. La ridotta presenza di zinco può intaccare la capacità delle cellule pancreatiche di produrre o secernere insulina.
  • Ganoderma lucidumReischi: il Reischi è particolarmente utile nella prevenzione e cura delle patologie cardiovascolari in quanto contrasta l'aggregazione piastrinica migliorando la fluidità del sangue e riducendo la pressione arteriosa. Ha inoltre proprietà ipocolesterolemiche.
  • Grifola frondosaMaitake: riduce il colesterolo inibendo l'accumulo di grassi a livello epatico. Il suo effetto persiste a lungo e porta a una stabilizzazione dei livelli di HDL, che normalmente decrescono con la dieta ricca di grassi. Il Maitache, oltre all'effetto ipolipemizzante, è anche antipertensivo ed è considerato il fungo terapeutico più indicato nella prevenzione dei disturbi cardiovascolari associati a sindrome metabolica.
    Altri rimedi utili sono gli omega 3, l'acido lipoico, il tè verde, il fieno greco e tutti quei minerali di cui l'organismo segnala la carenza. Essendo la sindrome metabolica una patologia complessa e molto varia, individuarne le cause o la predisposizione famigliare risulta essere la strategia più efficace per fornire un approccio personalizzato per affrontarla al meglio.

Un altro alleato prezioso è la Nutripuntura: l’agopuntura senza aghi

L'obiettivo della nutripuntura è di favorire la circolazione delle correnti vitali e sostenere la salute.
La nutripuntura è un approccio basato sulle conoscenze millenarie dell'agopuntura che sposa la Medicina Tradizionale Cinese, con le più recenti scoperte in biologia cellulare. Si serve infatti di nutrienti endocellulari, una gamma di prodotti a base di oligoelementi, la cui sinergia attiva, proprio come gli aghi in agopuntura, la circolazione d'informazioni elettromagnetiche indispensabili alla vita cellulare.
Favorendo il flusso di un meridiano, permette di rinforzare in qualsiasi momento un settore in difficoltà senza dover attendere un segnale d'allarme (sintomo) da parte dell'organismo. La nutripuntura agisce preventivamente a sostegno della vita cellulare. Grazie alla sinergia dei suoi componenti, le preparazioni utilizzate migliorano gli scambi e la comunicazione cellulare, indispensabile all'equilibrio psicofisico dell'individuo.
Il manifestarsi di un sintomo è un segnale d’allerta, risultato di un disturbo dell’informazione che attiva la funzione di un organo. In effetti l’organismo non è costituito solamente da un insieme di organi con delle funzioni diverse (l’hardware), ma anche da numerosi programmi, contenenti le informazioni necessarie per regolare il funzionamento (il software).

L'aiuto energetico

Se è vero che il nostro computer, quando attaccato da virus, migliora le sue prestazioni una volta messi in atto i relativi antivirus, è pur vero che questo accade anche nel corpo umano. La differenza è che a livello organico si immettono controfrequenze che annullano o attenuano i danni informatici apportati da hacker biologici.
La guarigione non è assenza di un dato sintomo, ma la riacquisizione di un buon flusso di bio-messaggi che riequilibra il sistema complesso al punto da risolvere i nodi di crisi informatica. Spesso non è possibile ottenere un flusso perfetto ma sicuramente si può giungere a un miglioramento della qualità della vita.

Il contributo della bioenergetica

Attraverso le moderne tecniche di riequilibrio energetico e biorisonanza è possibile regolare le frequenze cellulari in squilibrio. Queste Bio-frequenze sono la vita, poiché se sono corrette allora la Biofisica (campo energetico) e la Biochimica (molecole) dei nostri organismi sono e rimangono corrette. Le bio frequenze ci permettono di vivere in un perfetto equilibrio, fisico, energetico e psichico.
Per riequilibrare l'energia vitale e mantenere l'equilibrio energetico, bisogna trovare e rimuovere le vere cause (fattori ansiogeni) che hanno generato lo squilibrio e che possono minare lo stato di benessere.

I vantaggi di un Check up di Biorisonanza energetica

Il Check up fa un'analisi energetica e non è una "diagnosi”. La differenza è molto importante: il check up da una panoramica completa sullo stato di salute della persona evidenziando dove e come si è predisposti a contrarre una malattia o un disturbo. E' uno strumento molto efficace capace di individuare quali sono gli organi in squilibrio, se sono presenti carenze di vitamine, intolleranze alimentari, tossicità da metalli pesanti e molto altro. La parte più importante riguarda il riequilibrio energetico.

Bibliografia e altre fonti

1) Medicina Integrativa Manuale pratico vol. 1 di Prof. Ivo Bianchi, Ed. Mos Maiorum;
2) Manuale di Nutripuntura Fisiologia e informazione cellulare, di Patrick Vèret, Yvonne Parquer, 2007, Ed. Tecniche Nuove;
3) Tutto il corpo in piena salute, di Michael T. Murray, 2002, Edizioni Red

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Nota bene:
La biorisonanza energetica quantistica non si sostituisce alla medicina convenzionale.

Le informazioni qui riportate sono solo a titolo informativo, non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.

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